La scuola dell’infanzia è un’isola felice nel percorso di educazione. Lettera

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inviata da Ornella Cestari- In risposta alla Sua lettera caro signor Bocola, mi permetto in qualità di insegnante di scuola dell’infanzia provinciale di Trento, esprimere qualche perplessità a riguardo:

se lei entrasse nella mia sezione rimarrebbe basito dal constatare quante regole di buona educazione vengono impartite fin dai primi giorni di frequenza.  Io le chiamo “gocce ” di regole: grazie, prego, per favore, buongiorno…..
Educare all’empatia, alla riconoscenza, al rispetto(di persone e cose), al piacere di condividere, alla generosità è fondamentale come obiettivo primario.
Nei nostri progetti pedagogici si evince l’importanza della comunità, dello stare bene insieme, l’imparzialità e il senso di giustizia che nei bambini è assolutamente straordinario.
In questa fascia di età insegnare è un onore ed un piacere. Affascinare per educare. Affascinare con parole e atteggiamenti che devono essere di buon esempio. Un linguaggio adeguato, un confronto rispettoso, un atteggiamento accogliente e sereno.
L’allegria poi, non può mancare, perché essa è il condimento della vita.
Quindi la nostra parte noi la facciamo..eccome! Purtroppo, condivido con Lei il fatto che le famiglie spesso (per fortuna non sempre!), deleghino scuola e servizi. Sottolineo che finché i governi si incaponiranno a voler trovare soluzioni alternative per coprire le mancanze dei genitori con servizi post scuola, non ne usciremo. Le mamme debbono poter scegliere di crescere i figli, seguirli ed accudirli, senza però morire di fame.
Chi desidera scegliere la carriera é libero di farlo, ma chi ha piacere di star vicino ai loro bambini e ragazzi, deve averne la possibilità dando con un aiuto economico e mantenendo il posto di lavoro.
Non sono cambiati i bambini, essi sono straordinari come un tempo. Sono però soli e trascurati affettivamente.  Non c’è più tempo…la fretta li accompagna da mattina a sera; giungono a scuola , nervosi, irritabili, piagnucolosi. Arrivano già tristi.
I genitori scappano dando a noi l’incombenza di consolare…non hanno neppure il tempo di salutare.  Sono frettolosi e sgarbati.
La scuola dell’infanzia è ancora un’isola felice soprattutto, se  chi opera lo fa in modo serio con  competenza e passione.
È ancora l ‘unico  luogo dove il bambino può trovare serenità e dove può appagare le sue richieste e i suoi bisogni.  Dietro ad ogni intervento educativo infatti, c’è ricerca e tanto studio.  L’osservazione, l’ascolto e la collaborazione prepara i bambini alla loro entrata ne mondo. Se si continuasse poi su questa strada, i risultati darebbero i loro frutti. Ma ahimè, il meccanismo ad un certo punto si inceppa. E tutto ciò che noi avevamo seminato viene cancellato con un colpo di spugna. Tanta fatica per mettere buone fondamenta e un secondo per distruggerle.
Ho sempre sostenuto che la scuola dell’infanzia dovrebbe essere considerata la base della piramide. La parte più importante e fondamentale perché la struttura educativa scolastica possa reggere fino sulla punta.
Purtroppo, essa invece è declassata a mero luogo ludico, dimenticando che dietro ad ogni gioco ci sono conoscenze e saperi.
La maggior parte dei tuttologi (così di moda ultimamente) quando parla di scuola dall’infanzia, usa il termine asilo confondendola con il nido che preceda questo luogo educativo in quanto l’età è diversa. Mio nonno, saggia persona, mi insegnava a parlare poco e pensare assai , soprattutto se non conosci.
Oggi tutti parlano di tutto. Un tempo, ognuno aveva il suo sapere:  ben preciso e distinto. Il risultato? Nessuna soluzione ma solo chiacchiere.
Grazie dell’attenzione.
La lettera di riferimento
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