La scuola dell’autonomia: merito o meretricio?

di Lalla
ipsef

Prof. Lucio Ficara – Sono circa 10 anni che viviamo nella scuola dell’autonomia……..bellissima cosa in teoria, ma all’atto pratico è stata un’occasione persa.Noi italiani non siamo maturi per amministrare e far funzionare autonomamente e correttamente l’amministrazione pubblica, perchè il nostro è il paese delle affiliazioni e delle tessere (massoneria, partiti politici,sindacati…….).Questo mi ha spinto, non animato da pensieri qualunquistici, a denunciare il mio dissenso sui provvedimenti riguardanti il merito (decreto Brunetta n.150) con quello che scrivo di seguito:

Prof. Lucio Ficara – Sono circa 10 anni che viviamo nella scuola dell’autonomia……..bellissima cosa in teoria, ma all’atto pratico è stata un’occasione persa.Noi italiani non siamo maturi per amministrare e far funzionare autonomamente e correttamente l’amministrazione pubblica, perchè il nostro è il paese delle affiliazioni e delle tessere (massoneria, partiti politici,sindacati…….).Questo mi ha spinto, non animato da pensieri qualunquistici, a denunciare il mio dissenso sui provvedimenti riguardanti il merito (decreto Brunetta n.150) con quello che scrivo di seguito:

Sarà merito o meretricio?

Lo sapevate che la parola merito, tanto cara al Ministro della funzione pubblica On.Renato Brunetta, e la parola meretricio derivano dalla stessa radice etimologica meritum (cosa meritata, mercede, ricompensa, premio…)?
Bisognerebbe meditare sul fatto che la parola merito non sempre è una cosa bella, degna di valori morali ed etici.Infatti la meretrice nello svolgere il suo mestiere pensa alla sua mercede, al suo guadagno come fine, senza pensare alla discutibilità del mezzo con cui lo raggiunge. Il decreto Brunetta 150/2009 impone per legge, la valutazione dei dipendenti pubblici da parte dei Dirigenti, che dovranno individuare il 25% di dipendenti meritevoli di mercede o ricompensa.

Siamo proprio sicuri che i Dirigenti sapranno individuare quel 25% secondo l’accezione più nobile della parola merito? Oppure, conoscendo gli usi e i costumi del mio paese e sopratutto della mia regione, si individueranno i dipendenti più disponibili e ossequiosi ?

Secondo me il vero meritevole è la persona che possiede talento, conoscenze e competenze approfondite, che riesce ad ottenere risultati concreti in tempi ristretti, non è meritevole chi rinuncia alla propria vita per dedicarsi interamente al lavoro (crumiri), colui che farebbe carte false per compiacere il proprio dirigente. Siamo proprio convinti che il dirigente voglia al suo fianco il dipendente geniale e veramente meritevole di lode, o piuttosto preferisca far avanzare in carriera il dipendente bravo a genuflettersi e a dire sempre si? Credo che si rischi seriamente che il merito diventi meretricio e la scuola pubblica vada alla malora.

L’unico modo per individuare le figure professionali più valide e meritevoli nel senso più nobile del termine è quello di fare concorsi a livello nazionale su conoscenza della legislazione scolastica ,
dell’organizzazione delle attività scolastiche e organizzazione dei modelli scolastici. Tutto il resto sono provvedimenti fallacei, che non daranno risultati, ma al contrario inaspriranno gli animi dei lavoratori pubblici e genereranno contenziosi di natura giurisprudenziale.

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