La scuola dei “faremo, vedremo, rivedremo” non piace ai docenti. Lettera

di redazione
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Mario Bocola – La scuola dei “faremo”, “vedremo”, “rivedremo” non è quella che percepiscono realmente i docenti e si mostra ben lontana dalla realtà O è la scuola del “can per l’aia”?

Ci si è abituati, ormai, ad una totale confusione a causa di norme, decreti, leggi, codici, codicilli, rinvii a norme pregresse, precisazioni di precisazioni pur di “menare il can per l’aia”.

Certo il caos che regna sulla questione dei diplomati magistrali, con rimpallo di responsabilità, l’abolizione del FIT, la revisione e non più la cancellazione della Legge 107 della “Buona Scuola” rende ancora più nebuloso l’orizzonte programmatico del MIUR.

Ma a proposito della cancellazione della “Buona Scuola”, non doveva essere il primo provvedimento del Governo Conte da attuare, tanto che il M5S ne aveva fatto un cavallo di battaglia in campagna elettorale?

Per ora di concreto ancora nulla.

Si utilizza il metodo del cacciavite tanto che è meglio non eliminare completamente la legge, ma togliere soltanto alcune storture di essa. Tutti proclami che nella concretezza ancora non si vedono. Insomma il bandolo della matassa, invece, di dipanarsi, sembra aggrovigliarsi ancora di più e molte soluzioni agli annosi problemi della scuola italiana sono rinviati sine die? Speriamo di no.

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