La scuola come argine al populismo. Lettera

di redazione
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Inviato da Enrico Maranzana – Il premier Conte nel suo discorso d’insediamento ha citato Dostoevskij: “Se ‘populismo’ è l’attitudine della classe dirigente ad ascoltare i bisogni della gente … ebbene queste forze politiche meritano questa qualificazione”.

Non sarebbe stato più appropriato derivare il senso di “populismo” avendo a riferimento la società contemporanea invece di privilegiare un personaggio dell’ottocento?

Per dominare complessità e dinamismo, caratteri del mondo moderno, bisogna possedere lungimiranza, bisogna saper gestire i cambiamenti, bisogna saper elaborare strategie, bisogna saper scegliere e saper capitalizzare l’esperienza, bisogna valorizzare il feed-back, bisogna aver studiato .. requisiti non posseduti da chi riduce la realtà alla quotidianità e al breve periodo.

Due punti di vista differenti: alla visione sistemica si contrappone il caso specifico, la contingenza.

Un conflitto che compare negli scritti di Aldo Moro prigioniero: “Qui non si parla di diritto astratto”.

La dimensione della questione “populismo” é molto, molto estesa: è da affrontare come problema di comunicazione, per avvicinare le due sponde.

La rimodellazione della scuola potrebbe essere la carta vincente [si veda in rete: “Il decalogo del sistema scolastico”].

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