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La scuola che sperimenta e fa ricerca: il programma Erasmus plus – azione KA210 e il laboratorio come “luogo del fare”: intervista al DS Benedetto Lo Piccolo

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Si è appena concluso ad Almeria, in Andalusia, il primo work meeting relativo al programma Erasmus plus – azione KA210, partenariato scolastico per la sperimentazione della cooperazione in dimensione europea. Spagna, Polonia, Estonia e Italia condividono un progetto di sperimentazione e ricerca la cui mission è quella di avviare processi di internazionalizzazione nelle scuole rurali e svantaggiate, attraverso, principalmente, la formazione degli insegnanti. Le quattro delegazioni provenienti dalle istituzioni educative provinciali di Almeria, Opole, Tallin e Palermo, durante i cinque giorni di meeting, hanno concordato le linee d’azione stilando un protocollo d’intervento con l’obiettivo di una restituzione, fruttuosa e a breve termine, alle scuole a cui l’iniziativa è destinata. Gli attori del progetto sono istituzioni come il Centro Educativo de Professorado di Almeria (Spagna), il Teachers’ House di Tallinn (Estonia) e Miejskie Centrum Wspomagania Edukacji do Opole (Polonia) che formano aspiranti docenti e docenti in servizio. A rappresentare l’Italia è il CESPED, Centro Studi Pedagogici e Didattici, ente che opera principalmente nell’alta formazione ed istruzione avanzata, che ha stilato protocolli d’intesa con due scuole della provincia di Palermo nelle quali effettuare la sperimentazione relativa al progetto.

Formazione, pratica e riflessione congiunta

Il progetto europeo – precisa il dirigente scolastico prof. Benedetto Lo Piccolo che lega, tra l’altro, il suo nome all’università degli studi di Palermo nella quale, per 23 anni circa, è stato docente supervisore e coordinatore tirocinio scienze formazione primaria – prevede tre fasi: formazione, pratica e riflessione congiunta. Durante tutte le fasi gli studenti delle scuole interessate per la Sicilia, gli Istituti Comprensivi “Rettore F. Evola” che comprende i comuni di Balestrate e Trappeto, e l’I.C. “Leonardo Sciascia” che comprende i comuni di Camporeale, Roccamena e Grisì, utilizzeranno la piattaforma E-Twinning per preparare progetti collaborativi e di blended learning con i loro pari di Almeria, Opole e Tallin.

Il prof. Benedetto Lo Piccolo e la ricerca scientifica

Abbiamo ritenuto, per avere maggiori dettagli sul programma e sulle ricadute dello stesso nella comunità scolastica e sul territorio, sentire il dirigente scolastico prof. Benedetto Lo Piccolo che per la comunità scientifica e accademica è stato ed è, ancora, una punta di diamante. Benedetto Lo Piccolo, Dirigente scolastico, nasce a Palermo il 20 maggio 1966. Sposato con 2 figli. Laureato in Pedagogia con una tesi sulla Filosofia e Pedagogia di J. Dewey presso l’Università di Palermo dove ha svolto per circa venti anni il ruolo di Coordinatore dei supervisori per i Laboratori e i Tirocini nel corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria. Diverse sono le docenze universitarie nel settore della formazione degli insegnanti di sostegno. Attualmente è Presidente della sezione UCIIM di Palermo e Direttore di ricerca presso il Centro Studi Pedagogici e Didattici (CeSPeD). Ha scritto “Teoria dell’educazione e dello sviluppo umano” HomoFaber edizioni (2021), “Dewey. Oltre il novecento”. Falcone editore, (2009) ISBN 9788888335063, “Interpretazione Pedagogica del pensiero di Seneca” Franco Angeli editore (2018) ISBN 9788891753441. Naturalmente il prof. Lo Piccolo dirige una scuola pilota di questo progetto l’Istituto Comprensivo “Rettore F. Evola” di Balestrate. Chiarisce Benedetto Lo Piccolo che “per ogni scuola sono stati istituiti gruppi di sperimentazione e ricerca formati da docenti di scuola secondaria di primo grado che lavoreranno congiuntamente per raggiungere gli obiettivi formativi attraverso la condivisione di best practices e di metodologie innovative con lo scopo di favorire l’inclusione degli alunni”.

La formazione dei docenti e il dottorato di ricerca in “Health promotion and Cognitive sciences”

“La delegazione italiana, si occuperà, in particolare, della formazione dei docenti e, con l’Università di Palermo effettuerà, all’interno del dottorato internazionale di ricerca su Health promotion and Cognitive sciences del Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche e della Formazione, una ricerca sul benessere a scuola, partendo dal benessere dei docenti che determinano, con le loro azioni, la ricaduta sul benessere dei loro alunni” ha sottolineato l’illustre dirigente e docente universitario prof. Lo Piccolo.

L’attività laboratoriale costituisce una risposta efficace alle esigenze di apprendimento nei preadolescenti

La ricerca condotta dal dirigente scolastico Benedetto Lo Piccolo assieme ai professori Daniela Romano e Vito Lipari, intende dimostrare come l’attività laboratoriale costituisce una risposta efficace alle esigenze di apprendimento nei preadolescenti che, grazie ad una strategia di insegnamento/apprendimento basata su uno stile comunicativo empatico, riconoscono il senso e il valore della conoscenza ossia come la didattica laboratoriale risulti proficua e formativa nel primo ciclo di istruzione, se associata e ad uno stile empatico che conduce lo studente ad acquisire sicurezza di sé in un ambiente che lo sostiene e lo sollecita a sperimentare, che non lo giudica se il lavoro non è perfetto, che lo stimola a migliorarsi e attraverso un passaggio continuo tra la fantasia del bambino e la realtà del mondo.

L’insegnamento diventi efficace e duraturo quando facilita l’apprendimento dello studente

Dunque, si intende dimostrare come l’insegnamento diventi efficace e duraturo quando facilita l’apprendimento dello studente in quanto lo coinvolge anche dal punto di vista psicofisico ed emotivo nella relazione diretta e gratificante con i compagni e con il docente perché l’ambiente e il clima attorno a se lo fa “star bene”. In tal senso si verificherà – ha sottolineato il Dirigente scolastico Benedetto Lo Piccolo – l’efficacia del metodo fenomenologico a partire dalla tecnica della sospensione del giudizio, che conduce da un lato l’educatore ad adottare, sul versante della relazione educativa, uno stile comunicativo empatico ed assertivo, dall’altro la ridefinizione degli spazi educativi, quali ambienti di apprendimento personalizzati ed inclusivi, ossia verso una trasformazione delle aule e degli spazi di apprendimento, in luoghi “operativi” che a partendo da un “sapere” consentono di interconnettere l’esperienza simulata con gli altri saperi, consentendo all’alunno di teorizzare una visione del mondo consolidata da esperienze simulate sia in ambito scientifico sia in ambito umanistico. Così il lavoro in laboratorio e le attività ad esso connesse risultano particolarmente importanti perché consentono di attivare processi didattici in cui gli allievi diventano protagonisti e superano l’atteggiamento di passività e di estraneità che caratterizza spesso il loro atteggiamento di fronte alle lezioni frontali.

Il clima educativo del laboratorio

Il clima educativo all’interno del laboratorio diventa l’elemento determinante affinché il “luogo del fare” diventi oltre che luogo operativo, luogo riflessivo, significativo ed inclusivo. Il laboratorio diventa così il luogo dove “creare e produrre” in cui la sperimentazione supera la semplice simulazione per prefigurarsi la realizzazione di percorsi reali che in sede di formazioni corrispondono alle attività di tirocinio formativo. I docenti in laboratorio hanno la possibilità di guidare l’azione didattica secondo situazioni problema e i relativi strumenti per orientare e negoziare il progetto formativo personale con gli studenti, che consente loro di acquisire consapevolezza dei propri punti di forza e debolezza, dimensione fondamentale per imparare ad orientarsi verso gli studi del secondo ciclo di istruzione e l’ambito professionale aderente alla propria visione della vita.

Il laboratorio come modalità trasversale che può caratterizzare tutta la didattica disciplinare e interdisciplinare

Il processo sistematico di acquisizione e di trasferimento di conoscenze/abilità/competenze che caratterizza l’apprendimento dello studente – ha sottolineato il prof. Benedetto Lo Piccolo – può esprimersi, in modo individuale o collegiale, in un’attività osservabile che si configuri come un risultato valutabile. Il laboratorio rappresenta, quindi, la modalità trasversale che può caratterizzare tutta la didattica disciplinare e interdisciplinare per promuovere nello studente una preparazione completa e capace di continuo rinnovamento. Il laboratorio, quindi, costituisce un luogo privilegiato per vivere un’esperienza indiretta all’interno del quale, secondo un approccio fenomenologico-ermeneutico lo studente può costruire l’ambiente di apprendimento circostante, sia reale sia virtuale, e può cominciare a ricostruire la sua conoscenza e sviluppare le soft skills e le competenze per affrontare la vita.

Le strategie e gli strumenti sperimentali

In conclusione, le strategie e gli strumenti sperimentali che verranno utilizzati dai docenti e dagli alunni, godranno – fa presente il prof. Benedetto Lo Piccolo – del supporto di esperti internazionali che, alla conclusione della ricerca, formuleranno soluzioni personalizzate volte alla creazione di best practices e finalizzate alla costruzione e realizzazione di una scuola sempre più inclusiva e attenta al benessere dei propri alunni e delle persone che lavorano nell’ambiente scolastico. Le delegazioni si incontreranno una volta al mese in modalità telematica per essere aggiornate sull’andamento della sperimentazione; inoltre visiteranno le sedi di sperimentazione a turno ogni due mesi. Nel mese di Maggio 2023 sarà effettuata la visita in Italia data in cui si illustreranno i risultati della ricerca. A fine 2023 si concluderanno i lavori e si potranno effettuare le attività di disseminazione nelle scuole.

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