La scuola che non vorrei. Lettera

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Inviata da Luca Ferrari – E’ successo ancora. Anche quest’anno la Scuola è ripartita “al volo”, in una frenetica e schizofrenica corsa contro il tempo, dando vita ad un patetico inseguimento alle risorse (umane e non).

Classi scoperte, insegnanti di sostegno evanescenti, segreterie insistenti e prive di forza per affrontare l’enorme carico burocratico e amministrativo. Questo è parte di ciò che troviamo a scuola, per lo meno in moltissime scuole, in questi giorni. Siamo al cinque Ottobre e la situazione si presenta ancora così.

Come ogni anno, ma forse questa volta anche peggio. Oltre a questi gravi “vuoti istituzionali” se ne aggiunge un altro, altrettanto grave, che alcuni docenti stanno vivendo sulla loro pelle e su quella delle loro famiglie: il contratto di personale a tempo indeterminato, in servizio dal primo Settembre 2022, non risulta registrato alla ragioneria territoriale di stato competente, quindi non viene erogato lo stipendio.

Cosa non ha funzionato e continua a non funzionare?
Hanno sbagliato le segreterie? La causa è la mancanza di personale? Qualcuno dovrebbe dare delle risposte serie e immediate a questi docenti che stanno lavorando in un ennesimo enorme – e imperdonabile – vuoto istituzionale.

D’altronde, purtroppo, non stupisce più la scarsissima – per non dire nulla – considerazione verso la scuola e le persone che al suo interno vivono e lavorano quotidianamente. Abbiamo un grande problema culturale (riguarda tutti), ormai lo sappiamo, ma è giusto ricordarcelo per cercare di superarlo.

Penso che il primo passo sia la consapevolezza, anche e soprattutto al di fuori dell’istituzione scolastica.
Quella che ho descritto in poche righe è la Scuola che NON vorrei più vedere. E’ sbagliata, irrispettosa delle persone, del loro lavoro e delle loro vite.
Buona giornata mondiale degli insegnanti (anche quelli senza contratto!)

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