La scuola cambia e cambierà, riflettiamo. Lettera

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inviata da A. Brazzelli –  Premetto che alla scuola in presenza come oggi si usa dire ho sempre tenuto molto e ancora di più alla relazione con i miei alunni: chi mi conosce lo sa. Comprendo anche le enormi difficoltà, i disagi, i sacrifici che le famiglie stanno affrontando. Tuttavia in quel che vedo e ascolto, a proposito di scuola a distanza e scuola in presenza, ritengo ci sia molta demagogia e molta superficialità.

Che cosa ci manca davvero della scuola? La scuola come luogo di educazione e d’istruzione o principalmente come luogo dove i ragazzi possono incontrarsi (ma non è l’unico) e al quale affidare i nostri figli in sicurezza (ma ce ne potrebbero essere altri)? Che cos’è la scuola? Che cosa dev’essere? E che cosa chiediamo quando manifestiamo contro la DAD?

Credo che la DAD abbia fatto emergere alcune criticità.

In primis…
La scuola è importante.
Sulla scuola si è investito sempre meno e comunque troppo poco.
È opportuno che le classi siano poco numerose e le aule spaziose.
Occorre un cambio di passo sulla disponibilità di risorse e sull’impiego delle nuove tecnologie nella didattica.
La dispersione e lo svantaggio aumentano quando le difficoltà aumentano.

Ma anche…
Una didattica innovativa e attrattiva è necessaria, non solo in DAD.
La relazione è fondamentale nell’apprendimento, non solo in DAD.
Il senso di responsabilità, la serietà dell’impegno sono imprescindibili, ma non solo in DAD né si improvvisano in DAD.

E la lista potrebbe essere molto più lunga. Ognuno di noi potrebbe aggiungere altri elementi di riflessione.

“Dritto, davanti a sé, non si può andare molto lontano” (A. de Saint-Exupery). Mi sento, in conclusione di raccogliere e proporre la sfida che è contenuta in questa frase. Nella scuola, e nella vita, bisogna che impariamo ad andare “storto”, non sempre “dritto”, che impariamo a lasciarci provocare dagli imprevisti e non a respingerli (sempre) come ostacoli. Bisogna che impariamo a guardare non solo davanti a noi, bensì anche dentro di noi e fuori di noi e… dietro e di lato. Ci accorgeremo dell’altro (da noi) che, fuori dai nostri schemi e schematismi, magari ci provoca e ci inquieta, ma (forse) ci aiuterà a crescere e cambiare… magari in meglio.

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