La scuola a quiz. Lettera

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Inviata da Mario Bocola – La scuola a quiz. Le verifiche scritte a quiz. È la scuola che stiamo costruendo, che impedisce ai ragazzi di ragionare, di pensare, di avere uno spirito critico: insomma di ragionare.

Gli studenti della scuola delle competenze non sanno più fare collegamenti tra le discipline, non sanno più capire la differenza delle cose, non hanno più lo spirito critico che li abitua alla riflessione. Se in classe devono svolgere una verifica scritta, scatta subito il panico, spuntano tra i banchi santini e coroncine, si fanno prendere dalla paura eppure una verifica scritta per chi ha studiato non deve generare timore. Invece sì. Meglio un compito scritto con i quiz, con le crocette che un esercizio a risposta aperta.

Il questionario a risposta aperta genera ansia, quell’ansia di prestazione, quella paura di non scrivere alcunchè e di consegnare il foglio in bianco. Ma anche i quiz presuppongono un minimo di conoscenza. Con le crocette la risposta o la sai o no. E invece ci sono alunni che crocettano a caso, forse senza neanche sapere il perché hanno messo quella crocetta. Questa è la scuola delle cose scontate, dell’ovvio, che non fa maturare alcun senso critico negli alunni, ma solo un sapere banalizzato. E che cittadini saranno un domani gli studenti dei quiz? Saranno gli studenti senza memoria, senza identità, che pensano che la vita è un trascorrere delle ore e basta, dove tutto è scontato, tutto è semplificato, nulla è più difficile. Insomma è la scuola dell’ovvietà quella attuale. E quella che ci aspetta come sarà?

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