La scuola a corrente alternata. Lettera

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Inviata da Mario Bocola – La presenza di alunni fastidiosi non produce effetti positivi sull’apprendimento e ne rallenta il ritmo. L’assenza in classe, nei giorni di assenza degli alunni indisciplinati favorisce, invece, un positivo clima di classe e permette all’insegnante di svolgere serenamente la sua lezione, senza dover alterare il tono della voce oppure riprendere continuamente gli alunni indisciplinati.

Le insegnanti sono molto portate ad aver un atteggiamento più magnanimo e “materno” verso gli alunni e sono restie ai rimproveri e a dure prese di posizione. Preferiscono piuttosto una buona dose di buonismo svolgendo un ruolo protettivo. Insomma una scuola “a corrente alternata”.

In questo modo si tende a dare agli alunni un quadro falsato e tutt’altro che realistico della società completamente distorto e lontano da quelli che sono gli obiettivi e gli
standard che l’Europa ci chiede per l’apprendimento e la formazione. Insomma promuovere a qualunque costo più per far felici e contenti i genitori che gli alunni è una cosa deprimente, perché l’alunno crescerà e maturerà nella sua mente l’idea vincente cioè: è inutile che studio, tanto alla fine vengo sempre promosso. Ciò denota anche mancanza di rispetto nei riguardi di quegli alunni che, per un intero anno scolastico, hanno lavorato con costanza e profuso un grande impegno.

La reazione da parte degli alunni capaci e meritevoli sarà fortemente negativa e innescherà inevitabilmente un meccanismo di rifiuto e sfiducia nei riguardi del sistema scuola.
Gli alunni devono accettare le sconfitte e imparare a camminare con le proprie gambe perché il futuro li metterà senza ombra di dubbio con la faccia al muro. Vediamo cosa
sai fare e quali competenze hai acquisito. I genitori hanno il dovere di “accompagnare” i figli nel processo di istruzione e maturazione dando loro la giusta dose di gratificazione senza innescare meccanismi di sovravalutazione delle loro reali capacità. Bisogna abituare i ragazzi a prendere le distanze da una valutazione ingannevole, ma giudicare gli alunni col metro valutativo giusto, scevro da false illusioni.

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