La scrittura: non solo comunicare, scoprire, condividere, ma anche espressione di solidarietà. Lettera

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Inviata da Daniela Cigni – In un mondo dove tutto è sempre più digitalizzato, dove l’ intelligenza artificiale sta sostituendo gradualmente gli esseri umani e tutto sembra meccanizzato e programmato la scuola rimane uno dei pochi spazi dove è ancora possibile imparare ad elaborare pensieri autonomi ed esprimere opinioni personali. 

La scuola insegna a trovare vie fuga dall’omologazione spersonalizzante che è all’ordine del giorno nella società attuale. La lettura e la scrittura sono gli strumenti principe per comprendere, conoscere, comunicare e mettersi in correlazione con gli altri. Certo è indispensabile stare al passo con i tempi, proporre tipologie di prove diverse, sfruttare le potenzialità formative fornite dal web : la scuola non può trincerarsi e chiudersi alle novità!!! Di fronte ai questionari modello invalsi, svolti direttamente on line e corretti in automatico, però la scrittura di un testo narrativo, poetico, argomentativo, è indubbiamente più formativa non solo da un punto di vista didattico, ma anche educativo.

Per citare un esempio i miei alunni hanno partecipato al concorso “Ascoltami, ti racconto una storia” organizzato dall’UICI , l’Unione italiana ciechi e ipovedenti. Il concorso prevedeva la creazione di un testo narrativo dove utilizzare tre parole, scelte dalla commissione. Quest’ anno le parole erano: dialogo, mare e speranza. Insieme al testo scritto i ragazzi dovevano anche realizzare una registrazione audio della durata massima di 4 minuti in formato MP3 . Oltre ad allenare e potenziare le competenze comunicative, stimolare la creatività gli alunni sono stati avvicinati alla conoscenza della disabilità sensoriale visiva. Gli audio, partendo dal proprio racconto, permettono ai ciechi e ipovedenti di ascoltare ciò che non possono leggere con i propri occhi e questo è il primo passo per la nascita di una solidarietà propositiva e concreta.

Insomma la SCUOLA diviene spazio precipuo dove imparare a vivere con gli altri, ponte per l’inclusione, occasione per riflettere su noi stessi e sul mondo che ci circonda ….. e anche, ma non ultimo, espressione di solidarietà.

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