La salvaguardia delle acque in un concorso per studenti: salvare il mare dalla plastica e orientarsi alla blue economy

di redazione

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Italia: Paese di santi, poeti e… navigatori. Tra le vocazioni tradizionali del nostro Paese, infatti, c’è proprio il mare, e con esso tutte le attività che dal mare e dalle acque partono.

Nella nostra Penisola, infatti, grazie alla posizione privilegiata al centro del Mediterraneo, l’economia del mare ha sempre rappresentato un punto centrale dello sviluppo nazionale. E non è solo il passato dei grandi navigatori o delle Repubbliche marinare a dimostrarlo.

Negli ultimi anni, infatti, il comparto della blue economy si dimostra in costante ascesa, generando occupazione per profili professionali di vario genere e dando la possibilità di crescere a varie imprese, di piccole, medie e grandi dimensioni.

Se, allora, l’Italia è mal centro del mare, il mare è al centro della nostra economia, e lo sarà sempre di più nel prossimo futuro, come tra l’altro sostengono anche gli organizzatori di Orientamenti 2019, manifestazione che nel mese di novembre, a Genova, mostrerà alle giovani e ai giovani ancora in formazione o alla ricerca di lavoro le enormi potenzialità del mare come vettore di occupazione e di impresa.

In questo stesso ordine di idee, per stimolare nei giovani studenti e studentesse l’amore (anche professionale) verso il mare, è stato indetto il concorso Insieme cambiamo rotta – No alla plastica in mare, nei fiumi e nei laghi. Cambiamenti climatici, cause e rimedi, promosso dalla Lega Navale in collaborazione con il MIUR.

Si tratta di un concorso che intende spingere i giovani delle scuole italiane di ogni ordine e grado a riflettere, con varie modalità espressive, sul tema dell’inquinamento delle acque, pensando a concreti rimedi per contrastarlo. Il concorso, che darà ai vincitori la possibilità di usufruire di corsi di avvicinamento alla vela o di periodi d’imbarco sulle navi della Marina Militare “Amerigo Vespucci” e “Palinuro”, rappresenta in tal senso anche un modo per avvicinare i giovani alla cosiddetta blue economy, il comparto che racchiude tutte le attività e le professioni del mare. E intende farlo con l’occhio puntato alla sostenibilità e al corretto sfruttamento delle risorse marine e idriche: perché il mare è una risorsa preziosa e fragile, e come tale va trattato.

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