La salute degli insegnanti: facciamo il punto della situazione e poniamo domande conseguenti

di redazione
ipsef

Pubblichiamo l’intervento del Dr. Vittorio Lodolo D’Oria sul blog dedicato al Burnout

Pubblichiamo l’intervento del Dr. Vittorio Lodolo D’Oria sul blog dedicato al Burnout

Ricapitoliamo lo stato di salute degli insegnanti…

  1. L’insegnamento comporta alta usura psicofisica ed è pertanto ricompreso tra le cosiddetteHelping Profession
  2. Francia (2006) e Regno Unito (2009) hanno rilevato che il tasso suicidario tra gli insegnanti è il più alto in assoluto se comparato con quello dell’intera popolazione. L’Italia non raccoglie dati in proposito.
  3. In Germania, Regno Unito e Italia oltre la metà dei pensionamenti anticipati per motivi di salute è conseguente a una diagnosi psichiatrica
  4. In Giappone le assenze per malattia causate da una diagnosi psichiatrica sono passate dal 35% a 55% in 10 anni (1995-2004)
  5. In California (studio su 133.000 docenti del 2002) l’incidenza di tumore (al seno soprattutto) si è rilevata decisamente superiore a quella della popolazione generale
  6. Stesso riscontro è stato evidenziato nello studio milanese pubblicato su La Medicina del Lavoro N° 5/2004
  7. A Torino e Milano (studio osservazionale 1992-2003) il 50% di diagnosi in seguito ad accertamento medico è di tipo psichiatrico (psicosi 30%, depressione 70%). Su base annuale attualmente le diagnosi psichiatriche in Collegio Medico di Verifica (CMV) superano il 70%
  8. Meno dell’1% dei 9.000 dirigenti scolastici conosce l’iter per l’accertamento medico d’ufficio (studio 2008) ed è in grado di stabilire come e quando è indispensabile avviare la pratica
  9. Solo il 19% dei docenti è a conoscenza del rischio psichiatrico/oncologico della professione (studio) e dunque la categoria è esposta senza saperlo. Docenti non conoscono iter per CMV
  10. Prevenzione dello Stress Lavoro Correlato (SLC) a scuola è obbligatorio dal 1° Gennaio 2011 (D.L.81/08) ma nessuno sembra preoccuparsene anche perché non sono stanziati fondi ad hoc

e di conseguenza domandiamo…

  1. Perché il nuovo T.U. sulla tutela salute dei lavoratori (D.L.81/08) non è stato finanziato nella scuola con fondi ad hoc?
  2. Come si intende contrastare, senza risorse, il rischio psichiatrico ed oncologico nei docenti?
  3. Non si considera dovere istituzionale del MIUR informare e formare adeguatamente i dirigenti scolastici sul ricorso all’accertamento medico d’ufficio in CMV?
  4. Perché il ministro non ha risposto sull’argomento all’interrogazione dell’On. Sbrollini dell’ottobre 2009 sull’argomento?
  5. Perché il ministro si ostina a non risponde neanche all’interrogazione del sen. Valditara del gennaio 2011 sul medesimo argomento?
  6. Come è possibile pensare di allungare l’età pensionabile dei lavoratori della scuola (82% donne) senza prima verificare la salute della categoria? Non si rischia di andare in rotta di collisione col D.L. 81/08?
  7. Chi supporta i dirigenti scolastici e verifica che attuino scruolosamente i dettami legislativi inerenti  lo SLC?
  8. La riqualificazione della professione non passa attraverso il superamento degli stereotipi nell’opinione pubblica?
  9. Il coinvolgimento della classe medica (del tutto ignorante in materia come dimostrato dagli studi effettuati) non deve forse essere totale?
  10. Come mai questo silenzio assordante dei sindacati in materia di tutela della salute dei lavoratori? Non sarebbe auspicabile un loro intervento come accade nel Regno Unito  e in Francia?

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