La riforma del reclutamento rischia di impantanarsi: servono 14 decreti attuativi. Il primo entro il 31 luglio

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La crisi di governo rischia di rallentare il processo di attuazione della riforma del reclutamento, la legge 79 approvata lo scorso 29 giugno in via definitiva dal Parlamento.

Il Ministero ha fatto appena in tempo a far approvare dalle due Camere il provvedimento: si era già all’opera per i decreti attuativi. Il primo dovrebbe arrivare presto, entro il 31 luglio (il condizionale, però, è d’obbligo). Si tratta del percorso dei 60 cfu.

Entro il 31 luglio 2022 il provvedimento della presidenza del Consiglio dei Ministri definirà

  • i contenuti e la strutturazione dell’offerta formativa corrispondente a 60 CFU/CFA, di cui almeno 10 di area pedagogica, comprendente attività di tirocinio diretto e indiretto non inferiore a 20 CFU/CFA. Per ogni CFU/CFA di tirocinio, l’impegno in presenza nelle classi non può essere inferiore a 12 ore.
  • il numero di crediti universitari o accademici riservati alla formazione inclusiva delle persone con disabilità
  • la percentuale di presenza alle attività formative necessarie per l’accesso alla prova finale
  • le modalità di svolgimento della prova finale del percorso universitario e accademico, comprendente la prova scritta e orale

Nell’ambito dei 60 CFU è comunque riconosciuta la validità dei 24 CFU/CFA già conseguiti quale requisito di accesso al concorso secondo il previgente ordinamento. Il decreto stabilirà i criteri per il riconoscimento degli eventuali altri crediti maturati nel corso degli studi universitari o accademici, purché strettamente coerenti con gli obiettivi formativi.

TESTO

Riforma reclutamento, atteso DPCM entro il 31 luglio per definire percorso 60 CFU

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