La riapertura delle scuole si intreccia con la campagna elettorale: il caos è servito sulla pelle di studenti e docenti

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Le Regioni all’attacco della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Sono giorni complicati per la scuola in vista della ripartenza prevista per metà settembre.

Si lavora alacremente da una parte e dall’altra, ma la situazione rimane ancora critica soprattutto in alcune aree del Paese dove mancano spazi e organico.

L’incertezza sull’avvio delle lezioni si intreccia anche con la campagna elettorale.

Tra ieri e oggi da Vincenzo De Luca e Luca Zaia, rispettivamente presidenti delle Regioni Campania e Veneto (regioni al voto il prossimo 20-21 settembre), sono arrivati attacchi non proprio velati nei confronti dell’operato dell’attuale ministra. Per De Luca, addirittura, ad oggi non ci sono le condizioni per tornare in classe, per Zaia, invece, occorre un’inversione di tendenza.

Le parole dei due esponenti politici arrivano dopo quelle del premier Conte che, dopo l’incontro di mercoledì tra Stato e Regioni, si è detto sorpreso e amareggiato per le parole dei vari presidenti al termine dell’incontro e ha lanciato un sospetto: “Non si faccia campagna elettorale sulla pelle degli studenti”. 

L’annuncio della mozione di sfiducia da parte di Matteo Salvini nei confronti della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, completa il quadro.

Sulla scuola si gioca una partita molto più ampia, di stabilità dell’intero governo. Non si può sbagliare, su questo è stato chiaro il premier e sull’ordinato avvio dell’anno scolastico è in gioco la credibilità del Paese. Sarebbe davvero il vero atto di ripartenza dopo sei mesi tribolati per via della pandemia.

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