“La riapertura delle scuole ha messo il turbo alla pandemia, stiamo correndo troppi rischi”. Lo dice il fisico Battiston

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“La riapertura delle scuole ha messo il turbo alla pandemia, stiamo correndo troppi rischi”. Lo scrive in un intervento sul ‘Corriere della Sera’ il fisico Roberto Battiston.

“L’aumento dei contagiati ha iniziato dai primi di ottobre una crescita esponenziale – scrive -. Fino al trenta settembre l’andamento nazionale ha seguito un ritmo che si stava assestando ad un valore molto più basso della prima ondata dell’epidemia. Le terapie intensive e gli ospedali non erano in sofferenza. Dal primo ottobre è però iniziata, in modo netto, una crescita esponenziale che non si è più fermata raggiungendo in tre settimane valori molto più alti della prima ondata, superando oggi i 19.000 nuovi casi di contagi al giorno e portando alla saturazione delle terapie intensive. Nessun sistema sanitario può resistere a lungo a una crescita esponenziale del generee questo risulta ormai chiarissimo”.

“Per cambiare da un giorno all’altro l’andamento dell’epidemia è  necessario un evento che abbia improvvisamente mutato i comportamenti  sociali di milioni di persone – aggiunge – Un evento che sia accaduto  circa una settimana prima del primo ottobre, un evento che abbia  coinvolto tutta l’Italia. Il 24 settembre hanno riaperto le scuole in  sei regioni italiane, tra cui alcune molto popolose come Campania e  Puglia. Quasi tutte le altre dovevano riaprire 10 giorni prima, il 14  settembre. Ma il 20-21 settembre ci sono state le elezioni: dei 9 giorni di scuola in più, ne sono stati persi almeno 4. Considerando che la partenza è stata a rilento causa Covid, di fatto la scuola è ripartita a pieno ritmo intorno al 24 settembre mettendo  improvvisamente in movimento quasi otto milioni di studenti: esattamente quello che serve per spiegare i dati”.

“La riapertura delle scuole ha agito come un potente amplificatore del contagio, non necessariamente per difetti nell’organizzazione dell’attività all’interno della scuola – sottolinea – Milioni di ragazzi hanno iniziato a frequentarsi regolarmente negli edifici scolastici portandosi dietro gli effetti delle loro frequentazioni,  sport, trasporti, attività extrascolastiche e abitudini sociali.  Questo ha provocato probabilmente un formidabile effetto amplificatore che partendo dai giovani, tocca, in ordine di intensità decrescente, insegnanti e operatori scolastici, persone che vivono per varie ore  ogni giorno in contatto con loro, oltre che, ovviamente, tutto il  resto della società”.

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