La regione Friuli Venezia Giulia scrive a Bussetti sulla situazione dei diplomati magistrali e sugli organici

di redazione
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Comunicato Regione Friuli Venezia Giulia – La situazione di “inammissibile incertezza” nella quale versano molti insegnanti a seguito della recente sentenza del Consiglio di Stato, la “carenza cronica” di dirigenti scolastici e amministrativi e, più in generale, di personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario e, infine, le “numerose e delicate” necessità delle scuole.

Sono questi i temi, “puntuali e precisi, per i quali attendiamo risposta con largo anticipo rispetto all’inizio della scuola”, oggetto di una lettera che l’assessore all’Istruzione del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, ha inviato al ministro competente, Marco Bussetti.

Rosolen ha rimarcato in primo luogo “la forte mancanza di dirigenti scolastici in relazione al numero dei posti disponibili. Rispetto alle 171 autonomie scolastiche, comprese quelle con lingua di insegnamento slovena, i dirigenti sono presenti solo nel 60 per cento delle scuole: una sessantina sono i posti scoperti degli istituti scolastici e il servizio viene attualmente garantito dagli incarichi di reggenza”.

Una situazione aggravata, in alcuni istituti, dalla contestuale assenza anche del direttore dei servizi generali e amministrativi (Dsga). L’assessore ha quindi spiegato che “ne consegue una sofferenza dal punto di vista amministrativo e didattico, in quanto nelle scuole con reggenza viene preclusa o fortemente limitata la partecipazione ai bandi del Programma operativo nazionale (Pon Scuola), nonché la progettazione degli interventi didattici innovativi che vanno a dare valore aggiunto al documento di Programmazione triennale dell’offerta formativa (Ptof)”.

L’assessore ha sottolineato che la Regione, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali avviate nel 2017, ha anticipato in via sperimentale un intervento per sopperire, almeno parzialmente, al problema con 300.000 euro per l’anno scolastico 2017-18, che saranno erogati anche nell’annualità 2018-19, per finanziare attività di supporto amministrativo e organizzativo in sostegno alle funzioni di competenza dei dirigenti reggenti.

Rosolen ha posto l’attenzione sulle criticità relative anche all’organico del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata), soprattutto negli istituti comprensivi con molti plessi e bambini piccoli. Per quanto concerne gli insegnanti, Rosolen ha evidenziato al ministro “le difficoltà derivanti dalla disciplina sulla mobilità straordinaria (legge 107/2015), poi prorogata, che ha di fatto svuotato le fila dei docenti del Friuli Venezia Giulia, mettendo a repentaglio la continuità didattica e il funzionamento delle scuole”. Una situazione resa più complessa dalla mancanza di organico dell’Ufficio scolastico regionale per il Friuli Venezia Giulia, per la quale l’assessore ha mostrato “disponibilità a definire forme di collaborazione per la messa a disposizione in via temporanea di personale amministrativo della Regione”.

Il documento affronta, inoltre, alcune tematiche che toccano le scuole con lingua d’insegnamento slovena, che in Friuli Venezia Giulia sono complessivamente 14, di cui 6 secondarie di secondo grado. Nello specifico, i docenti che desiderano insegnare in tali istituti sono costretti a recarsi nelle università slovene ai fini dell’abilitazione, quindi l’assessore ha rimarcato la richiesta di una convenzione, ferma da anni, che superi il problema.

Sempre in tema di plurilinguismo, dopo aver ricordato il sostegno dato dalla Regione all’istruzione in lingua slovena, ha illustrato come il Tarvisiano si distingua per la presenza di 4 lingue (italiano, friulano, tedesco e sloveno) che, oltre ad appartenere al patrimonio culturale della popolazione, sono usate comunemente anche nelle scuole, in quanto previste nei piani dell’offerta formativa, e che quindi andrebbe considerato un intervento normativo che preveda la possibilità di istituire scuole plurilingui.

Infine, Rosolen ha rinnovato la richiesta avanzata dal governatore Fedriga di chiarire la situazione dei molti insegnanti delle scuole primarie e dell’infanzia del Friuli Venezia Giulia che potrebbero essere costretti ad abbandonare il proprio posto di lavoro a seguito della sentenza del Consiglio di Stato dello scorso dicembre. Una questione giudicata da Rosolen “particolarmente grave non solo perché si profila la perdita di numerosi posti di lavoro, circa 300 in regione, ma anche perché andrebbe a intaccare il principio della continuità didattico-educativa. Inoltre, nelle attuali graduatorie regionali non risultano esserci insegnanti in numero adeguato a coprire i posti che si renderebbero disponibili a seguito dell’uscita degli insegnanti diplomati, con il rischio di mettere a rischio il corretto avvio del prossimo anno scolastico”.

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