La “razionalizzazione” della rete scolastica colpirà il Sud

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red – Dai dati forniti dal MIUR, nell’allegato 1 alla nota 8220, è evidente che l’accorpamento degli istituti con un numero minimo di mille alunni, 500 nelle scuole di montagna, colpirà le regioni del Sud. I dati sono preoccupanti.

red – Dai dati forniti dal MIUR, nell’allegato 1 alla nota 8220, è evidente che l’accorpamento degli istituti con un numero minimo di mille alunni, 500 nelle scuole di montagna, colpirà le regioni del Sud. I dati sono preoccupanti.

In regioni come Emilia Romanga gli accorpamenti riguarderanno 10 istituti, Liguria 11, Lombardia 24, Piemonte 60, Veneto 63.

Nelle principali regioni del Sud i numeri raccontano un’altra storia. In Calabria gli istituti che dovranno essere accorpati saranno 112, in Campania 285, in Sicilia 262.

La Regione Sicilia, da canto suo, ha intenzione di ignorare le indicazioni nazionali, emanando una propria circolare, in virtù della sua autonomia, che definisce i criteri di razionalizzazione della rete scolastica per il 2012/13 e riconosce che è necessario rivedere le situazioni delle istituzioni scolastiche sottodimensionate, ma non sulla base della legge nazionale, bensì secondo una legge regionale, la 6 del 2000, che fissava i parametri di dimensionamento ad una popolazione scolastica compresa tra i 500 e 900 alunni.

Al momento l’unica regione del Sud che è riuscita a contrastare la politica dei tagli del MIUR.

Scarica l’allegato 1 alla nota 8220

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