La raccolta differenziata a scuola. Il ruolo di docenti, studenti, collaboratori scolastici

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Negli ultimi anni sicuramente in Italia sono stati fatti importanti progressi in materia di raccolta differenziata, anche se i parametri europei sono molto elevati ed ancora non pienamente raggiunti.

La scuola ha un ruolo centrale per il perseguimento di tale scopo, non solo dal punto di vista educativo, ma anche sostanziale, visto quanto è vissuta dalla comunità scolastica quotidianamente.

Ed anche i rifiuti che si producono giornalmente a scuola sono di notevole quantità. La gestione dei rifiuti in via generale è regolata dal Decreto Legislativo 152 del 3 aprile 2006 Testo unico della normativa ambientale e dal Decreto Legislativo 205/2010 ( correttivo), che impongono una serie di procedure anche per l’eliminazione dei rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi. A questi, oltre le Direttive comunitarie, si aggiungo anche i vari regolamenti comunali e provinciali.

Ma chi deve provvedere ad effettuare la raccolta differenziata a scuola?





E’ sicuramente consigliato un percorso formativo ed educativo perché tutti i soggetti attivi nella scuola ne sono responsabili, studenti, docenti, ATA e dirigenti. Ogni scuola deve dotarsi di un regolamento in materia, deliberato dal Consiglio d’Istituto, perché la raccolta differenziata non è un semplice optional nei Comuni che hanno provveduto ad attivarla ed in Italia sono un buon numero. E’ fondamentale l’iniziativa che viene intrapresa anche dai Comuni in materia, avviando specifiche campagne informative sullo sviluppo sostenibile e sulla raccolta differenziata oltre che eventuali e consigliati incontro formativi per tutta la comunità scolastica.

I docenti avranno la funzione educativa generica in materia, quale quella di sensibilizzare gli studenti al rispetto delle norme sulla raccolta di rifiuti, ed eventualmente vigilare anche sul corretto comportamento degli studenti in materia, ma la cosa più importante è la collaborazione.

Gli studenti certamente non dovranno uscire all’esterno dell’area scolastica per smaltire i rifiuti, così come non dovranno neanche movimentare i sacchi siano essi dell’indifferenziata che non, e non provvedere allo svuotamento dei contenitori dei rispettivi piani così come non è compito dei docenti provvedere in tal senso.

I collaboratori scolastici, come previsto nel mansionario, hanno il compito di garantire la pulizia dei locali scolastici. Ma la raccolta differenziata è un qualcosa in più, che pur ben rientrando in via generica nel mansionario, nulla vieta che per tale specifica mansione aggiuntiva, possa essere prevista una integrazione salariale tramite il FIS previa contrattazione d’istituto, cosa a parer mio consigliabile ed in ogni caso è necessario prevedere tale incarico anche nel piano delle attività annuale.

Può anche capitare che la scuola decida di individuare uno o più referenti responsabili in materia di raccolta differenziata, previa disponibilità dell’incaricato.

Particolare attenzione dovrà essere prestata da parte degli assistenti amministrativi e tecnici quando smaltiscono rifiuti pericolosi come toner, metalli, strumentazioni elettroniche, materiali di laboratorio, residui organici ecc.

Insomma, pare evidente, che la cosa più importante è la collaborazione, la formazione, l’informazione, per essere tutti cittadini più consapevoli, perché la raccolta differenziata possa fare la differenza anche nella nostra scuola, purché siano rispettati diritti e doveri di tutte le figure professionali e soggettività attive che quotidianamente operano nella scuola pubblica italiana

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