“La questione è semplice”, i docenti specializzati di educazione motoria precisano. Lettera

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Inviato da Daniele Iacò – L’Educazione Fisica è scomparsa dalla scuola primaria nell’immediato dopoguerra, da allora nessuno se n’è più occupato, poiché era una pratica drammaticamente associata al periodo Fascista.

Dagli anni 60 ad oggi numerosi vani tentativi sono stati effettuati per il reinserimento di un insegnamento necessario per lo sviluppo del bambino, per cui da sempre, dalla fine dell’800, dal 1928 ad oggi sono esistite figure preposte.

Dunque l’insegnamento dell’Educazione Fisica è rimasto solo per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, grave vulnus, poiché lascia i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria A DIGIUNO di educazione fisica, spesso sostituita da “un po’ di Sport”.

Per sopperire a questo grave danno, il governo, congiuntamente a qualche Diplomato ISEF che ha prestato consulenza ha inaugurato nel 2009 con “Alfabetizzazione Motoria” una lunga serie di progetti “sperimentali” promossi dal CONI in collaborazione con il MIUR, per l’inserimento di un po’ di “educazione fisica” all’interno del Piano di Offerta Formativa delle scuole, dietro approvazione del collegio docenti, con Esperti Laureati in Scienze Motorie che di fatto, in presenza con l’insegnante “che si leggeva il giornale”, svolgevano in base alle risorse ed i tempi disponibili lezione di gioco motorio per i bambini degli istituti scolastici selezionati.

È veramente delirante tutto ciò.

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