La psicoanalista Lucattini: “Scuola burocratizzata, le materie sono più questione di ragioneria che di contenuti

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“Quest’anno sarà un anno più duro del solito per gli adolescenti”: così sul rientro a scuola calendarizzato fra poche settimane la psicoanalista Adelia Lucattini, componente della Società Psicoanalitica Italiana.

La psicanalista individua le cause nel lockdown dovuto alla pandemia che i ragazzi hanno vissuto e alla conseguente dad.

Lucattini sottolinea come la scuola non sia più così attrattiva e allettante perché spaventa.

Al contempo – si legge su Agenparl -, le scuole hanno ripreso con ritmi e richieste prepandemici: parliamo di una scuola fortemente burocratizzata, spesso schiava del registro elettronico e delle questioni amministrative“.

Ed è in questo contesto che “le materie scolastiche diventano più una questione di ragioneria, che di contenuti. La fanno ormai da padrone, la contabilità delle verifiche, con numeri, percentuali e decimali anche nelle valutazioni. Basti pensare al ritorno dei test Invalsi“. Così la scuola appare “arretrata”.

Secondo la psicoanalista sarebbe “necessaria una elaborazione degli eventi traumatici causati dalla pandemia a partire proprio dalla scuola” e non una loro rimozione.

Lucattini riflette sugli insegnanti ai quali “non sono state offerte possibilità, come i gruppi Balint, per affrontare le proprie difficoltà, legate all’essere stati coinvolti come professionisti, docenti, pedagoghi e educatori, e come persone, individui, che hanno vissuto le numerose vicende della pandemia, insieme ai loro familiari”.

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