La protesta dei docenti di un liceo di Bologna: “Con 30 persone per classe la scuola non è più a misura di studente”

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“Ma con 30 persone per classe la scuola non è più a misura di studente”. I docenti del liceo Laura Bassi di Bologna prendono posizione contro la decisione del ministero dell’Istruzione di prevedere, dal prossimo anno, in questo come in altri istituti, classi composte da 28, 29 e anche 30 studenti.

“Noi docenti intendiamo far sentire la nostra voce rivolgendoci ai cittadini di Bologna perché le conseguenze che derivano dalla inerzia del ministero sono diverse. La prima è che si crea un contrasto tra il rispetto delle regole e il proficuo svolgimento delle lezioni. Dal prossimo settembre infatti occorrerà sdoppiare alcuni insegnamenti, sacrificando la didattica, per evitare di violare le norme sulla sicurezza”, scrivono dunque gli insegnanti in un documento congiunto che arriva a pochi giorni dallo sciopero della scuola indetto per il 30 maggio.

E, proseguono, “serrare 30 studenti in modo che formino una sola classe comporterà inoltre che gli insegnanti avranno meno tempo da dedicare a ciascuno di loro. È facile prevedere che quelli più fragili non saranno seguiti come dovrebbero e che potrebbero aggiungersi ai tanti che abbandonano gli studi. Anche gli studenti più dotati o motivati ne risentiranno perché riceveranno meno stimoli per far emergere le proprie capacità o per appagare il proprio desiderio di sapere”

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