La proposta dell’attrice Fioretta Mari: “Scuola di dizione in classe, basta sentire parlare con il dialetto i ragazzi”

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Un appello accorato quello lanciato da Fioretta Mari durante l’incontro di ieri al Ministero della Cultura con le categorie dello spettacolo. L’attrice e regista, 75 anni di carriera alle spalle, ha espresso un desiderio che ha il sapore di una provocazione: la dizione nelle scuole italiane.

“Sono stufa di avere questi ragazzi dalla Calabria, dalla Puglia, dalla Sicilia, dal Veneto, da Milano che parlano così,” ha dichiarato la Mari. “Questo è il mio sogno, la dizione nelle scuole italiane perché i ragazzi imparino a farsi sentire, a farsi capire, perché la dizione serve solo a questo.”

Le parole di Fioretta Mari hanno acceso un dibattito sulla necessità di una maggiore attenzione all’italiano, non solo a livello di grammatica e sintassi, ma anche di pronuncia e dizione. In un mondo sempre più globalizzato, dove la comunicazione è fondamentale, sapersi esprimere correttamente e con chiarezza diventa un’esigenza irrinunciabile. La dizione non è solo una questione di estetica o di accento, ma permette di comunicare in modo efficace, di trasmettere le proprie idee e di farsi comprendere. L’appello di Fioretta Mari è un invito a riflettere sull’importanza della lingua italiana e sul ruolo che la scuola può giocare nel trasmettere ai ragazzi le competenze linguistiche necessarie per affrontare il futuro.

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