La profezia di Facebook: “Le classi del futuro saranno nel metaverso. I docenti non scompariranno, ecco perché”

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Sebbene Nick Clegg, ex vice premier nel governo inglese dal 2010 al 2015, non abbia mai rivestito il ruolo di Ministro dell’Istruzione, le sue attuali responsabilità e visioni presso Meta lo rendono un portavoce autorevole in materia di insegnamento tecnologico.

Clegg non è solo esperto di manovre politiche a Bruxelles, ma è ora un fervente sostenitore dell’utilizzo di VR e AR come strumenti educativi. Le sue parole a La Repubblica.

Il sogno di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook e CEO di Meta, è il metaverso – un universo virtuale in cui gli utenti possono interagire, giocare e partecipare a eventi come avatar digitali. Sebbene la risposta iniziale sia stata tiepida, con solo 200.000 utenti attivi mensili su Horizon Worlds e perdite finanziarie notevoli, il campo dell’istruzione potrebbe rappresentare la svolta.

Secondo Clegg, l’istruzione, attraverso aule virtuali e formazione professionale nel metaverso, avrà un impatto significativo. L’interazione nel metaverso permette un apprendimento personalizzato, dove gli studenti non sono trattati come un blocco omogeneo, ma come individui con bisogni specifici.

Una combinazione di VR e intelligenza artificiale permette agli educatori di adattare le loro lezioni agli studenti, rafforzando piuttosto che ridurre il ruolo dell’insegnante. L’obiettivo, come sottolinea Clegg, è un’istruzione che risponda alle esigenze individuali, lontana dall’approccio “fabbricistico” tradizionale.

L’Italia, riconoscendo il potenziale della tecnologia immersiva, investirà 2,1 miliardi di euro del suo Pnrr per rendere le scuole più innovative. Questo impegno è evidente con l’Università di Camerino che terrà un corso interamente nel metaverso.

Ci sono, ovviamente, preoccupazioni sulla sicurezza di queste tecnologie, ma Clegg assicura che sotto la supervisione degli insegnanti, la VR e la AR sono sicure come qualsiasi libro di testo tradizionale: “Ogni volta che compare una nuova tecnologia, dalle prime calcolatrici ai computer, fino alle lavagne digitali, qualcuno pensa che gli insegnanti non servano più. E invece accade sempre il contrario. Se si spiega a un docente come usare una tecnologia in modo efficace, il suo ruolo sarà rafforzato, non distrutto”.

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