La privacy dei docenti va tutelata contro l’invadenza dei genitori. Lettera

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Inviato da Mario Bocola – Gli insegnanti non sono missionari, ma professionisti dell’istruzione!

E del loro operato non devono assolutamente dare conto ai genitori che vogliono a tutti i costi essere invadenti nelle scelte dei docenti.

Se un alunno viene rimproverato in classe e l’insegnante scrive una nota disciplinare, il genitore deve soltanto starsene zitto e dare ragione al docente e non al proprio figlio. Ma, purtroppo, sappiamo che non è così. Cosa ancora più grave e che sta prendendo piede negli ultimi tempi e quella di genitori che si procurano addirittura i numeri dei cellulari degli insegnanti sui quali vige la legge della privacy e si permettono di telefonare per rimproverare il docente e chiedere spiegazioni del suo operato.

Nessuno è obbligato a procurare numeri di cellulari degli insegnanti, soprattutto se questo fenomeno viene fatto da un genitore. Finiamola con i genitori iperprotettivi e insegniamo ai ragazzi a camminare con le proprie gambe, altrimenti nella vita resteranno sempre dei “bacucchi” insignificanti che di fronte alle difficoltà cedono senza sapersi rialzare.

Ribadiamo che gli insegnanti non devono stare alla mercè dei genitori perché sono professionisti della scuola e non missionari. La scuola la fanno gli alunni e gli insegnanti e non la fanno assolutamente nè i genitori e nè i Dirigenti scolastici. I genitori, in definitiva devono stare fuori dalla scuola come ha giustamente sostenuto il noto filosofo Umberto Galimberti, perché ne sono la rovina!

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