La prima legge di Bilancio del governo Meloni: i partiti pronti all’assalto per le modifiche. Valditara: “Per altri settori è andata peggio, sono soddisfatto”

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La prima Manovra del governo Meloni è di quasi 35 miliardi. Nella riunione, durata oltre 3 ore, non ci sono stati momenti di tensione, ma di confronto. 

“Abbiamo agito seguendo una linea prudente, responsabile e sostenibile, come avevamo affermato in occasione della presentazione della Nadef, ma anche in modo coraggioso e giusto”, ha dichiarato il ministro Giorgetti.

Le misure previste

La manovra concentra gran parte delle risorse disponibili per interventi a sostegno di famiglie e imprese per contrastare il caro energia e l’aumento dell’inflazione.

Altre risorse sono state stanziate per il taglio del cuneo fiscale, riduzione dell’Iva per alcuni prodotti, aumento dell’assegno unico per le famiglie, agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato per donne under 36 e per percettori di reddito di cittadinanza, proroga delle agevolazioni per acquisto prima casa per i giovani, la flat tax incrementale.

In materia fiscale, è stata estesa la flat tax fino a 85.000 euro per autonomi e partite iva, la detassazione ai premi dei dipendenti, un intervento di “tregua fiscale” per cittadini e imprese che in questi ultimi anni si sono trovati in difficoltà economica anche a causa delle conseguenze del Covid e dell’impennata dei costi energetici.

Sul fronte delle pensioni, oltre alla conferma di Opzione donna rivisitata e Ape sociale, l’indicizzazione delle pensioni al 120% del trattamento minimo e l’introduzione per l’anno 2023 di un nuovo schema di anticipo pensionistico che permette di uscire dal lavoro con 41 anni di contributi e 62 anni di età e prevede bonus per chi invece decide di restare a lavoro.

Tra le altre misure, prevista una manutenzione straordinaria del reddito di cittadinanza, che si avvia verso la sua abolizione, con un periodo transitorio nel 2023 con maggiori controlli su di chi lo percepisce e riceve offerte di lavoro.

Il punto più delicato è quello del reddito di cittadinanza, ora si tratterà di mettere a terra la riforma che lo sostituirà nel 2024, con la possibilità di ‘rivedere’ i centri dell’impiego, ma è in Parlamento che si aprirà la discussione. Tra i principali dossier anche quello delle pensioni e della riduzione dello sconto sui carburanti.

I partiti politici all’assalto per le modifiche

Il Ministero dell’Economia sta limando la legge di bilancio, soprattutto per chiudere il capitolo delle coperture. Poi cominceranno le riunioni delle forze politiche. La prima a vedersi è la Lega, domani alle 12 c’è l’incontro che Salvini avrà con i parlamentari. “È un ottimo inizio”, ha spiegato il vicepremier in conferenza stampa.

Chiederà maggiore “coraggio” anche Berlusconi che ieri è stato informato dal vicepremier Tajani dell’esito del confronto interno all’esecutivo. Il Cavaliere ha apprezzato l’impianto della manovra e i segnali di apertura su alcune battaglie del partito azzurro.

La richiesta sul tavolo sarà quella di ipotizzare uno scatto in più sulle pensioni minime, di approntare efficacemente la norma sulla decontribuzione dei giovani under 36 che vengono assunti, di accelerare sul processo di ‘sburocratizzazione’.

Meloni ha comunque aperto a possibili modifiche: “Credo nel lavoro del Parlamento”, ha detto augurandosi che non ci sia un atteggiamento pregiudiziale e che “l’approccio sia nel merito”. “Capisco che scelte di visione possano non piacere. Non mi farei spaventare di manifestazioni di piazza. Ben vengano le manifestazioni di piazza”, ha detto il Capo dell’esecutivo difendendo la manovra che difende le classi meno agiate, “non i ricchi”. “Ascolteremo le proposte della maggioranza e dell’opposizione e poi faremo le nostre valutazioni”, il ‘refrain’, “si tratta di una manovra coraggiosa con scelte politiche, scommette sui futuro“.

500 milioni per la scuola

Sul fronte della scuola, il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, si reputa soddisfatto: incassato il rinnovo del contratto, annuncio l’arrivo di 500 milioni di euro per il comparto: risorse che riguarderanno degli snodi fondamentali, tra cui il Fondo Funzionamento delle Istituzioni Scolastiche, l’edilizia scolastica, le spese per il reclutamento del personale, le supplenze, il sistema delle scuole paritarie, il trasporto disabili e il contrasto al cyberbullismo.

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