La prima dirigente scolastica in un convitto nazionale: l’innovazione, il digitale e l’alunno

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Ieri le nomine dei Dirigenti scolastici in Palermo e c’è una grande novità: il rettore del convitto nazionale G. Falcone di Palermo è donna, la dirigente scolastica Concetta Giannino. La nuova direzione dell’Usr Sicilia ha già impresso significativi cambiamenti, e questo nell’ottica di riconoscere il merito e di sperimentare nuove iniziative

Al convitto nazionale di Palermo la prima donna a ricoprire il ruolo di rettore.

Cettina Giannino, pedagogista di formazione giunge al Convitto con un notevole bagaglio di esperienza, sia come docente, sia come dirigente: negli anni della docenza ha insegnato in diversi ordini di scuola, dalla materna fino al superiore; come dirigente ha iniziato con un istituto comprensivo (Vittorio Emanuele III), primo banco di prova in cui la Giannino ha mostrato delle qualità notevoli sia a livello didattico-organizzativo sia a livello gestionale, conseguendo risultati rilevanti nella crescita della scuola.

L’abnegazione per il mondo della scuola insieme alla passione per le sfide, che l’hanno spinta, spesso, a lavorare in contesti scolastici ampli e complessi sono alla base dei successi ottenuti in una delle scuole più complesse del Palermitano, quale il Basile D’Aleo di Monreale, istituto di istruzione superiore al quale la Giannino ha garantito una continuità produttiva di sei anni, con risultati di crescita e innovazione non indifferenti.

Il “Basile-D’ Aleo” oggi è una scuola profondamente mutata sia in campo digitale, sia sul piano organizzativo; sotto la sua guida le scuole hanno avviato importanti progettazioni, anche a livello europeo, ma i suoi cavalli di battaglia rimangono la didattica innovativa, la digitalizzazione, l’organizzazione di uno staff di presidenza ampio e articolato, l’interesse per un clima di piena collaborazione, a tutti i livelli della leadership diffusa.

Preside come pensa di coniugare la tradizione di un prestigioso convitto e la necessità dell’innovazione?

«Non certo da sola, ma ponendo a sistema diversi fattori, fra cui la scelta oculata dello staff di presidenza, la costruzione di ampie relazioni interistituzionali valorizzando le risorse del territorio. È fondamentale porre attenzione al clima interno ed esterno all’istituzione scolastica. Verrà fatta, in primis, un’attenta analisi  dei bisogni dei ragazzi, delle famiglie. L’idea portante sarà coniugare la forte tradizione del convitto, basata su   di un’impostazione di studio seria e qualificata, consolidata dalla presenza di docenti strutturati e non di passaggio, con le esigenze di innovazione che la scuola di questi ultimi anni ci chiede. È importante che i docenti siano stabili e fortemente motivati nel portare avanti un progetto di cambiamento che consolidi e valorizzi le buone tradizioni del passato e si apra alle istanze educative del presente. Occorre che il ministero faccia la sua parte per implementare personale e risorse economiche ben mirate sui reali bisogni».

Il momento è estremamente difficile e complesso?

Sì. Il Convitto è una scuola di antiche tradizioni, che intendo valorizzare, non certo ignorare; ma è anche una scuola che presenta tante potenzialità, su questo spero di potermi concentrare, allo scopo di costruire i presupposti per una crescita ed un’espansione che faccia di questa istituzione il punto di riferimento del territorio palermitano, come è avvenuto, del resto, in passato. La tradizione non è mai un ostacolo, ma solo un bacino a cui far riferimento per innovare seguendo un solco già tracciato e che ha come unico obiettivo, fin dalle sue origini, supportare le famiglie nell’educazione dei loro figli».

Cosa c’è al centro dell’innovazione?

«Il centro di ogni innovazione rimane lo studente, pertanto in una scuola come il Convitto mi concentrerò sul consolidamento di un curriculum verticale, che dia equo spazio alle discipline umanistiche e scientifiche, nonché alle competenze nella comunicazione in lingua straniera. Allo stesso tempo, valorizzerò tutta la progettazione ad oggi avviata con successo. Questo è il punto di partenza, il resto lo costruirò insieme a tutta la comunità scolastica, le professionalità che troverò, dando spazio a chiunque sia pronto a rimboccarsi le maniche insieme a me, siano giovanissimi o più esperti, come ho sempre fatto in tutte scuole, lavorando sul clima».

E se le chiedessimo di formulare uno slogan?

«La tentazione di utilizzare slogan allettanti, come “ insieme ce la faremo “ è forte, ma al momento preferisco pensare di mettermi al lavoro, non mi aspetto un percorso agevole e in discesa, del resto sono abituata alle situazioni difficili, l’importante è lavorare per la crescita della scuola, oggi, di questa scuola, non perdendo di vista che il nostro lavoro è sostanzialmente un servizio che facciamo alla comunità e al territorio in cui operiamo».

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