Organico covid, la preside Biancato: “Sarebbe una catastrofe non rinnovare i contratti dei supplenti. Non saprei come proseguire fino a giugno” [INTERVISTA]

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L’emergenza covid inizia a diventare più gestibile grazie al calo di intensità del virus che ha registrato nelle ultime settimane. Anche a scuola, pur restando ovviamente attive le regole per il contrasto al contagio, la situazione sembra migliore dal punto di vista organizzativo.

Abbiamo fatto il punto della situazione con Laura Biancato, dirigente scolastica dell’ITET Einaudi di Bassano del Grappa, che ad Orizzonte Scuola racconta la sua esperienza.

Come state gestendo la situazione covid a scuola alla luce della normativa prevista?

Per quanto riguarda la situazione covid in realtà per le scuole superiori è cambiato poco e la complessità è scesa con l’abbassarsi della curva per l’emergenza. Stiamo gestendo con meno stress rispetto ai mesi precedenti. Minor stress dovuto alla gestione dei contagi.

Dal 1° aprile ci sarà lo stop allo stato di emergenza. Anche a scuola qualche modifica ci sarà. Si ritiene soddisfatta di questa strada “aperturista”?

Non abbiamo informazioni certe su quello che cambierà. Potrebbe cambiare molto, perchè distanziamento, mascherine, non sappiamo come andranno a finire. Qualcuno ci deve dare però il tempo di organizzarci di conseguenza, perchè negli ultimi cambiamenti normativi abbiamo purtroppo saputo i dettagli sempre il fine settimana prima del lunedì. Questo affanno non ci dà la possibilità di organizzarci bene. Speriamo che molto prima del 31 marzo qualcuno ci faccia sapere cosa dobbiamo fare. Anche per i ragazzi, per farli stare più tranquilli e rilassati. Oltre che per il personale, ovviamente.

Recentemente è stato approvata in Parlamento una misura sull’aerazione a scuola: sono previste linee guida per l’acquisto di sistemi portatili di purificazione e di ventilazione meccanica tramite impianti: pensa sia tardiva come misura?

Innanzitutto voglio specificare che c’è una grossa differenza fra sistemi di aerazione e sistemi portatili, come sappiamo. Per quanto riguarda le misure sull’aerazione nelle scuole, si tratta di interventi strutturali e spettano agli Enti locali. Non siamo noi i proprietari degli immobili. Si tratta di un intervento importante ma non posso dire se si tratta di misura tardiva, si tratta di approfondimenti di tipo scientifico. Bisogna anche dire che strutturalmente le scuole sono messe male comunque. Non credo che un intervento di questo tipo sopperirà a deficit strutturali di diverso tipo. Un buon sistema di aerazione in una scuola che non ha spazi, non ha cortili e giardini, difficilmente risolverà i problemi.

Alcuni dirigenti, nonostante l’assenza di linee guida sui dispositivi da adottare, hanno comunque agito autonomamente e fornito le scuole di sistemi portatili o impianti fissi. Perchè secondo lei tutte le scuole non hanno agito seguendo una sola direzione?

Anche io ho acquistato sanificatori d’aria dall’anno scorso. Io credo di averlo fatto in maniera spontanea e non supportata da dati. Quando li ho acquistati c’ho pensato e ripensato 40 volte perchè sapevo benissimo che non avevo dati scientifici senza dati a supporto. Quindi non avevamo cognizione di causa. Ci siamo fatti consigliare da esperti, anche all’interno della scuola, tipo professori di fisica e chimica. All’epoca l’ho fatto senza avere dei riferimenti veri e ancora oggi in realtà non abbiamo riscontri scientifici. L’impatto di questi sanificatori portatili non ha riscontro sui contagi. Non credo si possa biasimare chi non ha acquistato i sanificatori, ognuno ha valutato se rischiare o non rischiare. Io ho visto che siamo rimasti su uno standard per quanto riguarda i contagi. Può essere che i nostri dispositivi abbiano funzionato. Ma noi abbiamo anche aperto le finestre, nonostante i sanificatori.

Il 31 marzo scadranno i contratti dei supplenti covid. La politica ha promesso un intervento ma ancora la situazione sembra in alto mare. Cosa ne pensa lei?

La scadenza dei contratti è un problema enorme. Speriamo che davvero la politica si riesca a muovere e garantisca un intervento. Ma in caso contrario sarebbe una catastrofe. Noi quest’anno abbiamo impegnato il personale covid in tutto il necessario. Pensiamo ai collaboratori scolastici che hanno intensificato le pulizie, la sanificazione, il lavoro aggiuntivo per distanziare gli arredi. Se dovessero mancarmi dopo il 31 marzo il numero di collaboratori scolastici che ho assunto, non saprei come proseguire col servizio scolastico fino a giugno. Per quanto riguarda i docenti sono stati utilizzati molto per le assenze ma una parte anche impegnati in azioni di tutoring per i ragazzi più fragili. Far decadere questi docenti, sarebbe davvero un problema. Il Governo si metta la mano sulla coscienza e ci permetta di proseguire con queste persone, che sarebbe ingiusto licenziare a due mesi circa dalla fine dell’anno scolastico.

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