La precarietà e la condizione psichica dei docenti

Di Lalla
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Francesco Garofalo (sociologo) – La condizione di precarietà, vissuta involontariamente dalla gran parte dei lavoratori del comparto scuola, oltre a rilevare fattori di insicurezza nel rapporto di lavoro, nella pianificazione del futuro per la mancanza di un reddito adeguato alle aspettative della vita sociale, minaccia seriamente la condizione psichica di quanti vivono tale condizione. La lunga precarietà che il personale della scuola vive o ha vissuto, trasformata in forte disagio “culturale” si riversa sia nell’ambito delle attività didattiche che nell’ambito del sociale, con le conseguenze che ne derivano sul piano dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione educativa e formativa.

Francesco Garofalo (sociologo) – La condizione di precarietà, vissuta involontariamente dalla gran parte dei lavoratori del comparto scuola, oltre a rilevare fattori di insicurezza nel rapporto di lavoro, nella pianificazione del futuro per la mancanza di un reddito adeguato alle aspettative della vita sociale, minaccia seriamente la condizione psichica di quanti vivono tale condizione. La lunga precarietà che il personale della scuola vive o ha vissuto, trasformata in forte disagio “culturale” si riversa sia nell’ambito delle attività didattiche che nell’ambito del sociale, con le conseguenze che ne derivano sul piano dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione educativa e formativa.

Quando il Ministro Gelmini e il Ministro Brunetta, nel rispetto delle relative competenze ministeriali, tentano di ottenere , attraverso norme legislative e indirizzi vari, modelli organizzativi e proposte formative che assegnino maggiori capacità di azione e produzione ai vari comparti della vita pubblica, dovrebbero tener presente degli effetti negativi che la precarietà produce nel raggiungimento di questi nobili obiettivi.

Se la nostra attenzione si sofferma sui dati forniti da alcune autorevole ricerche sulla condizione psichica dei docenti, sull’attività lavorativa ritenuta altamente usurante e così via, ci si rende conto come questo “disturbo” sia maggiormente presente tra i docenti precari di lunga esperienza, sottoposti, peraltro, a continui e dispendiosi percorsi “formativi”, definiti “Master”, finalizzati ad accumulare punteggi utili per le graduatorie cosiddette ad esaurimento…. (nervoso).

A peggiorare la condizione di precarietà si aggiunge l’ansia quotidiana creata dalle continue proposte normative che vengono fuori dal Ministero della PI, costretto ad adeguarsi o assumere provvedimenti per contrastare o adeguarsi ai provvedimenti assunti dalla magistratura in seguito ai ricorsi prodotti dai singoli docenti e dalle rappresentanze di categoria.

Non si spiega, infatti, come il Ministero della PI continui ad ostinarsi nel non voler riconoscere ai docenti precari il diritto all’effettiva anzianità di servizio e conseguentemente il diritto alla progressione di carriera e relativi arretrati e alla stessa immissione in ruolo. Non si tratta di ottenere un “regalo” da parte del datore di lavoro, ma di restituire un diritto “indebitamente sottratto” , riconosciuto non solo delle sentenze ottenute, ma della giustizia umana.

Non si comprende, inoltre, come si possa bloccare l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento, sospendendo per un anno il diritto di far valere i titoli conseguiti nel corso del biennio ( master, corsi professionali, Diploma di Lauree ecc.) quando l’aggiornamento “formativo” viene sollecitato ed a volte reso obbligatorio dalle stesse norme legislative.

Con questa ennesima proposta, se dovesse essere accolta nel decreto mille proroghe, si andrebbe a “sospendere” un ennesimo diritto culturale e di servizio garantito per aggiornare la propria posizione, adeguando il tutto allo stato attuale.

Questo stato di incertezze e di ambiguità, di sospensione di diritti, non possono che incidere negativamente sull’andamento generale delle attività didattiche e sulla condizione generale del benessere del dipendente – docente-

Benessere fisico e psichico cui dovrebbe tendere qualsiasi datore di lavoro , in modo particolare quello della scuola che presenta una situazione di instabilità (anche psichica come evidenziato) che deve far riflettere tutti, siano essi strenui difensori della maggioranza che dell’ opposizione nonché delle “grandi OOSS” che sull’argomento non sembrano aver speso molta energia.

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