La Polonia dice addio ai compiti a casa: stop per le elementari, ridotti per le medie. Il governo: “Troppo tempo sui libri fuori da scuola senza ottenere risultati migliori”

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Dalla fine di marzo 2024 la Polonia ha rivoluzionato il sistema di istruzione per le scuole primarie: i compiti a casa sono stati aboliti per le prime tre classi e fortemente ridotti per le successive.

La novità, voluta dal governo di Donald Tusk, mira a modernizzare il sistema scolastico nazionale e ridurre il carico di lavoro per gli studenti più piccoli.

Le critiche non sono mancate: il partito di estrema destra Diritto e Giustizia, all’opposizione, ha definito la riforma un attacco all’istruzione, mentre alcuni insegnanti e genitori temono un calo della qualità dell’apprendimento. Ma il governo Tusk è convinto della bontà della sua scelta: si basa sui dati dell’ultima indagine PISA, che mostrano come gli studenti polacchi passino mediamente più tempo a fare i compiti a casa (1,7 ore) rispetto alla media OCSE (1,5 ore), senza però ottenere risultati migliori. Inoltre, diversi studi non hanno dimostrato un chiaro nesso causa-effetto tra i compiti a casa e il rendimento scolastico.

Oltre all’abolizione dei compiti, il governo polacco sta attuando altre riforme: aumento del 30% degli stipendi degli insegnanti, modifica dei programmi scolastici con riduzione delle ore di religione cattolica e revisione di alcuni contenuti di storia e letteratura polacca.

L’obiettivo è quello di creare un sistema scolastico più moderno, efficace e in linea con le esigenze degli studenti. La riforma è ancora agli inizi e il suo impatto a lungo termine è da valutare.

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