La permanenza delle aree disciplinari di sostegno nella secondaria di secondo grado è assurda e irrazionale

Di Lalla
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red – La prof.ssa Anna Maria Giorgi, responsabile territoriale per la regione Abruzzo del Coordinamento Nazionale Docenti di Sostegno, ci invia una lettera "aperta" per l’On. Valentina Aprea sull’annosa questione delle aree di sostegno alle superiori.

red – La prof.ssa Anna Maria Giorgi, responsabile territoriale per la regione Abruzzo del Coordinamento Nazionale Docenti di Sostegno, ci invia una lettera "aperta" per l’On. Valentina Aprea sull’annosa questione delle aree di sostegno alle superiori.

"Preg.ma On. Aprea,
Sono un’insegnante specializzata della provincia di L’Aquila, responsabile per la regione Abruzzo, del Coordinamento Nazionale Docenti di Sostegno.

Ho deciso di sottoporLe un problema, per il quale Lei, il 5/06/2000, ha posto in essere un’interrogazione a risposta immediata in Commissione, criticando, in modo impeccabile, il disposto normativo, nato da un’errata interpretazione del comma 5 art. 13 della L. 104/92. (D.M. 26 aprile 1993, n. 132) dell’allora Ministro della P.I. Rosa Russo Iervolino, che, di fatto, istituì le 4 aree disciplinari, svilendo la reale funzione del docente di sostegno.

È, questa, una “stortura” che ormai da anni, affligge tutta la scuola italiana, da nord a sud, o meglio, la parte più fragile di essa: gli alunni diversamente abili. Svolgo il mio lavoro di insegnante specializzata, nella secondaria superiore, da quasi vent’anni, per scelta (ho frequentato i corsi biennali polivalenti ex DPR 970/75 a Roma nel 1992) e da altrettanto tempo assisto alla “guerra” delle aree e al “mercimonio” degli alunni disabili.

La situazione è divenuta, oramai, insostenibile e, per certi versi, grottesca: ho ricevuto e ricevo tutt’ora moltissime testimonianze di docenti di sostegno, costretti, spesso con “minacce verbali” o veri e propri episodi di "Mobbing”, a scegliere, per l’alunno D. A., un’area piuttosto che un’altra e solo per meri interessi personali. Per non parlare poi di alcuni Dirigenti Scolastici senza scrupoli, di USP compiacenti e consigli di classe incompetenti, di cui sono veri e propri "ostaggi" gli insegnanti di sostegno che, proprio grazie al cambio dell’area, vengono eliminati “fisicamente” da questa o da quella scuola, a scapito dell’alunno, al quale, senza remore, viene negato il diritto alla continuità didattica. Come Lei ben sa, Il criterio di assegnazione, di tali aree, troppo spesso, avviene non in base al P.E.I. o al profilo dinamico funzionale, ma "presta il fianco" ai più svariati arbitri.

Allo stato attuale, quindi, la permanenza delle aree disciplinari di sostegno nella secondaria di secondo grado, è assurda e irrazionale, anche perché, di fatto, i docenti di sostegno, nelle scuole, coprono tutte o gran parte delle materie curriculari, come è giusto che sia, a seconda delle necessità e dei bisogni dell’alunno e non in base alla propria “area-ghetto” di appartenenza.

Anche alcuni sindacati hanno compreso la gravità di ciò che accade negli Istituti e si sono espressi, nell’ultimo tavolo di trattativa, a favore dell’area unica. Sinceramente, penso sia ora di porre fine a questa "mafia", riunificando le aree e assegnando gli incarichi ai docenti della secondaria superiore, con l’unico criterio oggettivo possibile: quello del punteggio maturato in graduatoria, come è, da sempre e coerentemente, nella scuola media.

Sono certa che Lei, On. Aprea, come ha già dimostrato nel 2000, in coscienza, farà fede a quelle che sono sempre state anche le Sue convinzioni e perché finalmente, a prevalere, siano equità e giustizia per tutti, soprattutto per gli alunni diversamente abili.

Cordialmente La saluto."

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