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La pensione si può costruire. Ecco come rimediare ai periodi di vuoto contributivo

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contributi figurativi

Per chi ha periodi di vuoto da contribuzione ci sono versamenti volontari, la pace contributiva, il riscatto e altro strumenti utili a costruirsi una pensione.

Andare in pensione diventa ogni anno che passa più complicato perché trovare un lavoro continuo e duraturo ormai è diventato un miraggio. Ed è così ormai da diversi anni. Il lavoro discontinuo è nemico della pensione perché rende difficile trovare la contribuzione utile all’accesso alle varie misure previdenziali in vigore.
La normativa previdenziale vigente però, offre strumenti adatti a venire incontro a questi lavoratori. Strumenti adatti a coprire di contributi i periodi non utili alla pensione.

Come recuperare i periodi non utili alle pensioni, gli strumenti

Gli strumenti utili a mettere una pezza al problema delle falle in una carriera lavorativa discontinua sono molteplici. Naturalmente il loro utilizzo dipende da diversi fattori e varia da lavoratore a lavoratore e da carriera a carriera.
Resta il fatto che il sistema ha una serie di strumenti adatti allo scopo.
Ci sono i versamenti volontari, la pace contributiva, il riscatto dei contributi, la contribuzione figurativa, la ricongiunzione.
Strumenti tutti diversi tra loro ma che perseguono lo stesso obbiettivo, cioè aumentare la contribuzione previdenziale accreditata del lavoratore, per raggiungere le soglie di contribuzione previste per determinate misure previdenziali o per aumentare l’importo della pensione che si andrebbe a percepire.

Contributi volontari, come funzionano?

Versare i contributi volontari significa riempire i periodi privi di contribuzione durante una carriera, pagando di tasca propria. I periodi coperti dai versamenti volontari sono utili sia ai fini del diritto alla pensione che della misura. Lo strumento è funzionale quindi per tutte le misure previdenziali vigenti, dalla pensione di vecchiaia alle anticipate, dalle misure per gli invalidi alle prestazioni per i superstiti.
Per poter versare i volontari occorre che l’Inps autorizzi il lavoratore a farlo.
L’unico problema dei contributi volontari è che essi non coprono periodi pregressi, cioè non si possono versare contributi per un periodo di vuoto negli anni passati. I periodi nei quali operano i versamenti volontari sono quelli successivi alla domanda di prosecuzione volontaria (a dire il vero si parte dai sei mesi antecedenti la data di presentazione dell’istanza).

Il riscatto opera retroattivamente

Il problema dei versamenti volontari è la loro inutilità per coprire vuoti contributivi che un lavoratore ha avuto nel passato. Coprire i periodi pregressi è invece prerogativa del riscatto dei contributi.
Con il riscatto è possibile rendere buoni per la propria pensione, i periodi scoperti da contribuzione, pagando il relativo onere di riscatto.
Anche se tanto cambia in base all’ordinamento previdenziale di provenienza, in linea di massima si possono riscattare i periodi dedicati alla laurea. Inoltre possibile riscattare quelli in cui un datore di lavoro ha omesso di versarli e sui quali non si può più intervenire per sopraggiunta prescrizione.
Il riscatto può riguardare anche i periodi di lavoro prestati come Co.co.co prima che diventasse obbligo versare contributi nella Gestione Separata, quelli di congedo per motivi personali o familiari, quelli privi di contributi figurativi tra un periodo di lavoro e l’altro per discontinui, stagionali, purché successivi al 31 dicembre 1996. La lista di periodi riscattabili è lunghissima perché ci sono pure i periodi svolti in lavori socialmente utili, nel servizio civile, le maternità al di fuori del rapporto di lavoro, le aspettative non retribuite.

La pace contributiva

Con la cosiddetta pace contributiva poi, vengono ampliate le possibilità di riscatto per i periodi di vuoto da contributi.
La misura permette la copertura di tutti i buchi contributivi che un lavoratore ha,  tra il primo contributo versato e l’ultimo, sempre presso gestioni previdenziali che fanno parte dell’Inps.
Con la pace contributiva si possono riscattare i periodi di vuoto da contribuzione, purché non coperti da contributi figurativi o versamenti in altre gestioni obbligatorie. L’opzione è sfruttabile da chi non è già pensionato e soprattutto da chi non ha anzianità antecedente il 1996.
Infine, un occhio di riguardo per chi è alla caccia di contributi per completare una carriera e per andare in pensione, va ai contributi figurativi.
I contributi figurativi sono contributi quasi sempre utili sia al diritto che alla misura della pensione. In molti casi finiscono in accredito per il lavoratore, in automatico. In altri invece deve essere prodotta richiesta. Parliamo quindi di servizio militare, maternità, congedi parentali, malattia, infortunio, donazione
di sangue, aspettativa per cariche sindacali o cariche pubbliche e così via.

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