Argomenti Consulenza fiscale

Tutti gli argomenti

La pensione a 62 anni con 20 anni di contributi con la RITA resta anche nel 2023

WhatsApp
Telegram

La RITA non verrà toccata dalla riforma pensioni in atto ma per i dipendenti della scuola che non hanno presentato domanda di cessazione entro il 21 ottobre l’uscita il prossimo 1 settembre è fuori discussione.

Quello che spesso non è chiaro è che qualsiasi provvedimento la legge di bilancio 2023 prevederà non si tratterà di una riforma pensioni vera e propria e la maggior parte delle misure resteranno in vigore.
Rispondiamo ad un nostro lettore che ci scrive:
Compio i 62 anni il prossimo anno e sono iscritto al fondo Espero da moltissimo tempo, non ricordo neanche più da quanti anni. Ho versato 30 anni di contributi come insegnante di ruolo e avrei voluto andare in pensione con la Rita il prossimo anno. Ma la nuova riforma lo permetterà?

La riforma non cambia le regole

Quelli a cui sta lavorando il governo e una modifica della quota 102. La RITA è una misura che non pesa sulle casse dello stato e che tra l’altro non è neanche erogata dall’INPS.
A pagare è, infatti, il fondo previdenziale complementare e proprio per questo non impatta minimamente sulle coperture che il governo stanzia per gli anticipi pensionistici.
Detto questo quanto conterrà la legge di Bilancio 2023 non andrà in alcun modo ad incidere sulla possibilità di pensionarsi a 62 anni con la RITA.
Unica cosa che mi viene da dirle, però, è che se non ha presentato domanda di cessazione dal servizio entro il 21 ottobre di quest’anno non potrà cessare il servizio il 1 settembre 2023 per andare in pensione con la RITA.

WhatsApp
Telegram
Consulenza fiscale

Invia il tuo quesito a [email protected]
I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito rispetto alle risposte già inserite in archivio.

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur