La pandemia ha valorizzato lo sviluppo dell’educazione outdoor e gioco all’esterno. Lo dice l’Indire

WhatsApp
Telegram

“La pandemia ha velocizzato lo sviluppo dell’educazione all’esterno, ci sono le attività di outdoor education e gioco all’estero. La pandemia ha valorizzato gli spazi del fuori oltre quelli interni. Sono aspetti che resteranno sicuramente, un po’ perché erano aspetti che erano già nel cuore della scuola dell’infanzia, e la pandemia ha dato una grande spinta. C’è una rivoluzione forte in questo senso. Si è abbattuto un tabù”.

E’ quanto ha spiegato Alessia Rosa, ricercatrice dell’Indire che si occupa di educazione 0-6, in occasione della fiera Didacta, inaugurata stamattina a Firenze.

Gli spazi delle scuole si sono inizialmente adattati in modo selettivo – ha aggiunto la ricercatrice parlando del periodo della pandemia da Covid – quindi si toglievano tutte le cose che non potevano essere igienizzate, piano piano sono stati introdotti prodotti che sono facilmente igienizzabili e che sono di fatto continuamente modificabili”.

Gli spazi all’esterno hanno avuto una spinta incredibile perché ogni volta che si poteva si andava all’esterno per giocare e fare attività. Gli spazi all’esterno sono funzionali sia al movimento che alla motricità con il corpo, ci sono spazi, per esempio, in cui si va scalzi, in cui si cammina su percorsi differenziati, ci sono parti legate alla musica e ai suoni della natura. Se la pandemia ha valorizzato le tecnologie soprattutto per le scuole primarie e secondarie, per l’infanzia c’è stato un ritorno al naturale, all’osservazione, alla capacità di portare fuori i bambini e farli giocare nello spazio“, conclude Alessia Rosa.

WhatsApp
Telegram

Concorso per dirigenti scolastici. Corso preparazione: 285 ore di lezione, simulatore Edises con 14mila quiz e modulo informatica. Nuova offerta a 299 euro