La panchina rosa …a scuola di “EMPATIA”

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I.C. “G. Falcone” di Rende-Quattromiglia

a.s. 2022-2023

3 febbraio 2023 – Negli ultimi venticinque anni, per diverse ragioni sociali e politiche, il processo di insegnamento-apprendimento viene spesso percepito come un servizio: quale errore più grande e mediocre di confondere o sostituire l’idea di “servizio” con quella di “diritto”? E’ la domanda sulla quale il Dirigente dell’I.C. “G.Falcone” di Rende-Quattromiglia, Antonio Iaconianni, ci invita a riflettere, nel momento in cui arriva, sulla sua posta istituzionale, l’invito a partecipare all’evento “La panchina rosa”. I rapporti tra la scuola e il territorio non devono mai essere trascurati e la scuola deve mettersi in rete con le istituzioni.

“La panchina rosa” è un simbolo; nasce dall’idea dell’Associazione di Volontariato “Ali rosa”, accolta dalla consigliera Marisa De Rose, per trattare, mediante la panchina e il suo colore, il tema della malattia, il cancro al seno, ma anche della prevenzione grazie alla dimestichezza con termini che, fino a pochi anni fa, erano un tabù, ma che, oggi, non devono spaventarci; devono, anzi, far maturare consapevolezze, coscienza sulla vita e sui suoi equilibri, sulla vita e i suoi opposti: la sofferenza, la morte, ma anche la forza della reazione, il coraggio, la lotta, la possibilità di farcela, la speranza, la guarigione. Il simbolo, dunque, diventa un momento di pausa per non soccombere ad una società sempre più complessa, articolata, veloce e spietata e per rappresentare il risultato di una necessità: sedersi, aspettare e pensare attraverso un colore che non è banalmente legato per tradizione all’universo femminile; il rosa è un concetto potente che rafforza il simbolo e non può lasciare indifferenti. Il rosa è un colore antico ed evocativo. Omero, nell’Iliade e nell’Odissea, personifica l’Aurora e le attribuisce l’epiteto “dalle dita rosate”; cita, infatti, “ἦμος δ΄ἠριγένεια φάνη ῥοδοδάκτυλος Ἠώς (*)”, “quando, figlia di luce, brillò l’Aurora dalle dita rosate”.

Nei classici greci e latini, non si usano le parole a caso ed è così che il rosa diventa luce, il rosa è l’inizio di un nuovo giorno; rimanda alla possibilità di ri-cominciare, di cambiare ciò che è accaduto il giorno prima. Lo sfondo fisico di questo evento è stata la Piazza “San Carlo Borromeo” di Rende, ma, a guardar bene, c’è uno sfondo figurato; lo sfondo dell’empatia, lo strumento più efficace, sostiene Antonio Iaconianni, per costruire e rafforzare il sistema scolastico e, nello specifico, una scuola in costante crescita come la nostra. L’empatia che, sempre cerchiamo di usare come collante del rapporto con i nostri alunni, è diventata anche la spinta per accettare l’invito e partecipare con una delegazioni di sei alunne.

Le ragazze hanno voluto onorare il colore celebrato e scelto per la panchina vestendosi esse stesse con indumenti di colore rosa e, nel momento in cui è stato sciolto il nastro rosa che teneva legato il drappo, anch’esso rosa, in cui era avvolta la panchina, il volo dei palloncini, rigorosamente rosa, è stato accompagnato da alcune note spontanee dell’alunna Noemi Monzù. Noemi ha scelto di partecipare all’evento appena uscita da scuola e dopo aver terminato la lezione di clarinetto con il professore Pietro Bozzo: avendo con sé lo strumento, ha deciso, di sua iniziativa e suscitando, fra i docenti presenti, stupore e commozione, di sottolineare la celebrazione e i suoi contenuti intonando “Life is beautiful” di Nicola Piovani: una lezione di empatia, da parte di una giovanissima alunna, che ha creato un silenzio ricco di emozioni interrotto da un forte applauso.

La manifestazione si è poi spostata nella sala di rappresentanza del Comune di Rende e, qui, le alunne Rossana Catapano, Noemi Monzù, Giorgia Siciliano, Linda Stefano e Desirée Vallone hanno aperto il dibattito declamando stralci di poesie e riflessioni sull’uso e il valore letterario del rosa. In chiusura, l’insegnante Dorotea Mazzotti ci ha commosso con la sua esperienza personale e, come ultimo esempio di empatia, l’alunna Maria Chiara De Bonis, mano nella mano con la nonna, la prof.ssa Lina Pecora, hanno raccontato della malattia e del dolore vissuto dalla loro famiglia diversi anni fa. Si è conclusa in questo modo, alla vigilia del 4 febbraio, giornata mondiale contro il cancro, una staffetta fra generazioni che hanno saputo darsi forza a vicenda guardando all’esperienza del passato e senza aver paura della complessità del presente e del futuro, un futuro roseo e consapevole nel quale, come scuola, ci proponiamo di portare presto questi temi all’interno delle nostre aule.

Barbara Gagliardi UFFICIO STAMPA _IC RENDE QUATTROMIGLIA

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