La nota in condotta non è una sanzione disciplinare, ecco qual è la differenza. Sentenza

Stampa

Di provvedimenti disciplinari a scuola contro gli studenti se ne registrano a bizzeffe. Ed i contenziosi che ne derivano sono tanti. Non si vuole qui entrare nel merito sulla questione sostanziale dei procedimenti disciplinari, ogni caso è a sé stante e merita di essere contestualizzato ed analizzato nella sua specificità. La sentenza in commento del TAR che segue è interessante perché evidenzia la differenza tra una nota in condotta e la sanzione disciplinare.

Il fatto

I ricorrenti impugnavano il verbale del Consiglio della classe relativo allo scrutinio del primo quadrimestre, nella parte in cui veniva attribuito ai loro figli il voto di condotta; le pagelle dei figli dei ricorrenti, limitatamente all’attribuzione del voto di condotta, più altri atti. Dai ricorrenti veniva eccepito tramite il proprio difensore in particolar modo che l’Amministrazione è incorsa nella violazione dell’art. 4, terzo comma, del D.P.R. n. 249/1998, secondo cui “nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni”; b) il voto di condotta deve esprimere la valutazione complessiva della condotta tenuta nel quadrimestre e non può riferirsi ad un singolo episodio, più altre questioni. Con sentenza del 26/11/2019 N. 02860/2019 REG.PROV.COLL il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia respingeva il ricorso.

La nota in condotta non è una sanzione disciplinare

“La nota di condotta non è una sanzione disciplinare e, pertanto, essa non rientra nella previsione di cui all’art. 4, terzo comma, del D.P.R. n. 249/1998, secondo cui “nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni”. La nota di condotta, infatti, non assolve la funzione di irrogare una misura afflittiva all’alunno (come può, invece, accadere, ad esempio, nel caso di sospensione dalle attività didattiche), ma serve a registrare il comportamento non commendevole tenuto dalla studente al fine di tener conto del relativo episodio in sede di scrutinio. Essa, invero, non viene trascritta sul registro all’esito di un procedimento disciplinare e di un rituale contraddittorio con la parte interessata, come risulta in base a una prassi ormai secolare seguita ogni dove. Il voto di condotta, inoltre, può considerarsi negativo, al pari di quanto accade per le materie di insegnamento, se esso risulta inferiore a “6”, come si evince dal tenore dell’art. 7, secondo e terzo comma, del D.P.R. n. 122/2009. Risponde, poi, al vero che il voto di condotta deve esprimere la valutazione complessiva della condotta tenuta nel quadrimestre e che esso non può riferirsi ad un singolo episodio(…)”.

Il voto in condotta esprime un giudizio che tocca più aspetti della vita scolastica dello studente

Alcune sentenze della giurisprudenza amministrativa hanno poi sottolineato alcuni principi sul voto in condotta che possono essere utili. “Come chiarito da condivisibile giurisprudenza formatasi sul punto (cfr. T.A.R. Calabria, Reggio Calabria, sez. I, 07 ottobre 2009, n. 629), il voto di condotta esprime un giudizio che l’Autorità scolastica rende in ordine ad aspetti non solamente didattici, ma, prima ancora, essenzialmente formativi ed educativi dei ragazzi e, come tale, attiene ad una sfera educativa che rappresenta il punto di incontro tra l’azione di più agenzie educative (in primo luogo, la famiglia, ma anche la scuola stessa) le quali sono chiamate ad interagire quanto più possibile in maniera consapevole e coordinata”.
“Per queste ragioni, mentre il voto delle singole materie è volto ad esprimere un giudizio didattico, ossia relativo al processo di apprendimento (e deve essere giustificato e sorretto da una motivazione riferibile all’avvenuta acquisizione delle nozioni previste dai programmi formativi), il voto in condotta, invece, esprime un giudizio più ampio, che investe sia la maturità personale complessiva della persona, sia la sua capacità di interazione con l’ambiente, nonché il grado di inserimento in quel sistema di valori che, sulla base della Carta Costituzionale, sono da considerarsi fondanti della società e del vivere civile (e quindi è espressione di una valutazione ampiamente discrezionale del Consiglio di Classe). Sentenza 02577/2019 Tar Campania .

Stampa

Con i 24 CFU proposti da Mnemosine puoi partecipare al Concorso. Esami in un solo giorno in tutta Italia