La nostra è una Repubblica non fondata sul lavoro ma sul precariato. Lettera

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Inviata da Pina Mondello – Egr. Sig. Presidente della Repubblica, sono un’ ex collaboratrice scolastica dell’organico Covid utilizzata in pandemia insieme ad altri circa 55.000 unità lavorative fra docenti e personale ATA, per far proseguire l’istruzione ai nostri studenti garantendo loro sicurezza e sanificazione a nostro rischio e pericolo.

In quel periodo era difficile reperire personale disposto ad andare nelle scuole, noi ci siamo andati rischiando e dando il massimo senza mai risparmiaci in niente, l’obbiettivo era non abbassare la guardia ma andare avanti. Sono stati anni molto duri e complessi ma il nostro supporto ha permesso alla scuola di affrontare la complessità della pandemia. Il Covid è stato un evento che ha fatto emergere la precarietà e la sofferenza del comparto scuola, carente di risorse umane per poter dare un decoroso servizio pubblico.

Il nostro arrivo ha alleggerito ed armonizzato l’iter organizzativo e didattico. Le segreterie sono state funzionali ed
efficienti, i collaboratori scolasti hanno garantito sorveglianza, igiene e sanificazione e la didattica è stata più fruibile e più attenta alle problematiche di vario genere. Ma all’inizio di questo anno scolastico questo essenziale supporto viene meno, le scuole lamentano la sofferenza della mancanza dell’organico covid, non riescono a garantire la giusta sicurezza, igiene e sanificazione, perché anche se non siamo più in emergenza le varianti Covid sono sempre presenti.

Ad oggi gli istituti scolastici stanno proseguendo con enormi difficoltà, dando un servizio mediocre senza poter garantire la dovuta sicurezza ed igiene. Non è cosi che dovrebbe funzionare la scuola pubblica, altro che pubblica istruzione del “MERITO” possiamo avere tutta la super tecnologia scolastica ma se mancano le risorse umane diventa solo utopia. Il periodo in cui viviamo è molto difficile, ma non si può creare altro precariato quando tale reintegro lavorativo è necessario negli istituti scolastici, ma la cosa più assurda che in campagna elettorale l’attuale governo lamentava il fatto che il presidente Draghi non aveva dato continuità all’organico Covid e che loro una volta saliti al governo lo avrebbero reintegrato perché la scuola ne aveva e ne ha urgente necessità. Non si prendono in giro i cittadini che vogliono lavorare che non chiedono sussidi ma lavoro. Buttare per strada più di 55.000 precari oramai senza più alcun sostegno naspi nella più totale disperazione non è da stato democratico, diciamo allora che la nostra è una Repubblica non fondata sul lavoro ma sul precariato!!!!

Non facciamoli rivoltare dalla tomba i padri fondatori. Sig. Presidente lei è l’unica carica istituzionale che può concedere la grazia in particolari situazioni. La grazia (metaforicamente) che io le chiedo è di intervenire presso il governo affinché ci venga ridata la dignità del lavoro e cito ”bussate e vi sarà aperto” spero che la sua apertura possa portare risultati. In tutto questo periodo il comitato dell’ex organico Covid ha fatto tanto sentire la sua voce ma ad oggi non si è ancora concretizzato quel tanto atteso decreto che impegni i fondi per il ripristino dell’ex organico Covid indispensabile per il buon funzionamento della scuola e la realizzazione dei progetti del PNR. Non è assolutamente cristiano utilizzare le persone e poi buttarli per strada. Non è da
stato civile democratico. Ciò sta causando altra emergenza sociale. Faccio appello alla sua massima carica istituzionale affinché possa interloquire con il governo a sostegno della nostra precaria causa dandoci la speranza di poter riprendere il nostro lavoro.

Spero e mi auguro le arriverà questa urgente richiesta e che possa trovare una svolta positiva dopo questo lungo periodo di attesa.
Cordiali saluti.

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