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La Naspi spetta anche al neo papà che si dimette nel periodo di tutela

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La Naspi spetta anche al neo papà che si dimette nel periodo di tutela, cerchiamo di capire la novità.

Non solo alla neo mamma ma anche al neo papà che fruisce del congedo di paternità spetta la Naspi in caso di dimissioni nel periodo tutelato. In base alle novità previste dal DL 105 dello scorso 30 giugno, quindi, anche il papà può presentare dimissioni volontarie nel periodo tutelato senza preavviso al datore di lavoro ed avere diritto alla Naspi.

I diritti dei neo papà

A chi diventa padre spettano 10 giorni di congedo di paternità. E per il padre che fruisce di questo congedo non può intervenire il licenziamento durante la fruizione dello stesso e fino al compimento dell’anno di vita del bambino.

Nello stesso arco temporale in cui il papà non può essere licenziato se presenta dimissioni volontarie, anche senza preavviso, ha diritto alla Naspi, proprio come la neo mamma.

Nel testo unico delle disposizione che tutelano il sostegno alla maternità, infatti, si legge che fino al compimento dell’anno del bambino il papà “ha diritto alle indennità previste da disposizioni di legge e contrattuali per il caso di licenziamento”.

La tutela in questione però, scatta solo laddove il papà abbia fruito del congedo di paternità. Anche per il padre che ricade in questa situazione, per essere valide le dimissioni volontarie devono essere convalidate dall’Ispettorato del Lavoro.

Come accade anche per le neo mamme, in ogni caso, per avere diritto alla Naspi è necessario essere in possesso dei requisiti che la misura richiede. Ricordiamo, a tal proposito, che i dipendenti del pubblico impiego assunti con contratto a tempo indeterminato non hanno diritto alla Naspi. Alla misura possono accedere solo coloro che hanno un contratto a termine.

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