La ministra Azzolina pensi già al prossimo anno scolastico per una reale riapertura delle scuole. Lettera

Stampa

Inviato da Mario Bocola – In questi giorni c’è grosso fermento per la riapertura delle scuole il 7 gennaio 2021. La questione resta il problema dei trasporti e lo scaglionamento degli ingressi degli alunni a scuola.

Invece di pensare ad una corsa affannata a voler garantire a tutti i costi le lezioni in presenza in un momento particolare caratterizzato dalle vacanze natalizie e di fine anno, sarebbe il caso che i vertici del Ministero dell’Istruzione pensassero già da ora a lavorare alla riapertura delle scuole in sicurezza (reale e non fasulla!) per il prossimo anno scolastico.

Le scuole dovranno essere pronte per il 1 settembre 2021 lavorando già da ora e non pensando di riaprirle il prossimo 7 gennaio per sentir dire “abbiamo riaperto le scuole in presenza per proseguire l’anno scolastico in corso”, per poi richiuderle di nuova in caso di aumento contagi. La curva epidemiologica, purtroppo, ancora flette verso il basso in alcune realtà del territorio italiano nonostante sia iniziata la campagna vaccinazioni anticovid che vedrà interessato il personale scolastico dal mese di aprile 2021. Nel frattempo il virus continuerà a circolare indiscriminato con tutte le sue varianti (inglese e italiana che sia) senza guardare in faccia a nessuno e mieterà nuovi contagi e altre vittime.

Un adagio dice che è “meglio prevenire che curare” e, quindi, la prevenzione sarebbe quella di far proseguire l’anno scolastico in corso con la Dad e pensare a lavorare seriamente (e non a chiacchiere!) per una didattica in presenza per tutti dal prossimo mese di settembre 2021. Sappiamo che la didattica a distanza non produce risultati efficaci così come quella in presenza, ma riaprire le scuole il 7 gennaio per poi richiuderle nuovamente cui prodest?

A nessuno. Si crea ulteriore confusione e disorientamento, assembramento nei locali scolastici, circolazione libera del virus, portato ovviamente dall’esterno dentro le aule e così via. Buona norma sarebbe garantire un’efficace ripresa dell’attività didattica in presenza, anche tenendo conto che il personale scolastico dal mese di aprile fino al mese di settembre 2021 dovrà sottoporsi alla vaccinazione anticovid.

Con la avvenuta vaccinazione e il relativo mantenimento delle norme di sicurezza allora possiamo veramente riprendere la didattica in presenza come si deve e non con formule empiriche del 25%, del 50% e del 75%. Tali formule già adottate non hanno condotto ad alcun risultato, ma soltanto aggravato una situazione già problematica.

Stampa

Tfa sostegno VI ciclo: cosa studiare? Parliamone con gli esperti il 29 luglio