La maestra svela agli alunni che Babbo Natale non esiste. Galiano: “Mito consumistico, danneggia la fiducia tra genitori e figli”

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Il caso della maestra criticata dai genitori per aver svelato ai bambini l’inconsistenza di Babbo Natale solleva questioni profonde. Enrico Galiano, docente e scrittore, ha rilanciato la discussione su Il Libraio, condividendo un’esperienza personale simile.

Galiano, durante una presentazione, utilizzò Babbo Natale come metafora, scatenando l’indignazione dei genitori presenti. Questo episodio evidenzia la delicatezza del tema nella percezione collettiva. La reazione dei genitori pone in luce la difesa della fantasia infantile come elemento cruciale nell’educazione.

Il dibattito si concentra sulla tensione tra la necessità di preservare la fantasia e l’importanza di un approccio realistico. Galiano sottolinea che, sebbene la fantasia sia fondamentale per lo sviluppo creativo, è altrettanto cruciale interrogarsi sul valore educativo di miti come quello di Babbo Natale.

Galiano argomenta che mantenere il mito di Babbo Natale è faticoso e potrebbe, a lungo termine, danneggiare la fiducia tra genitori e figli. Inoltre, critica la natura consumistica del mito e la sua funzione di “arma educativa”, sottolineando come questo approccio possa portare i bambini a comportarsi bene solo in vista di un premio, una pratica scoraggiata dalla psicologia infantile.

L’autore invita gli educatori a riflettere su nuovi miti, più ricchi e meno problematici. Suggerisce di alimentare la magia dell’infanzia con narrazioni fantastiche, ma anche di considerare storie che non si basino esclusivamente su ricompense materiali.

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