La lingua dei segni nell’educazione viene spesso dimenticata: cosa capita nel mondo e cosa bisognerebbe fare in Italia

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Nel mondo sono circa trentaquattro milioni i bambini che soffrono di ipoacusia invalidante. Si sottolinea come circa il 95% dei bambini sordi nasce da genitori udenti, che non conoscono altra lingua che quella della nascita e per i quali la conoscenza della lingua dei segni è importante. La lingua dei segni avvia i bambini con ipoacusia invalidante alle capacità espressive e comunicative di base. Giacché la maggior parte dei bambini sordi in contesti con risorse limitate inizia la scuola primaria con nessuna, in limitati casi, poca, conoscenza della lingua, la funzione delle lingue dei segni è sostanziale per dischiudere il percorso verso un progressivo ingresso della LIS, nel caso dell’Italia, nell’istruzione formale, in quanto questa favorisce indubbiamente l’accesso al curriculum scolastico aprendo la strada all’inclusione vera e propria. Nel 2018, però, soltanto quarantuno paesi in tutto il globo riconoscono la lingua dei segni come lingua ufficiale, ventuno dei quali nell’Unione europea. è giusto sottolineare come esistano centinaia di lingue dei segni nazionali, ciascuna con la propria morfologia, fonologia e la propria sintassi. Un esempio che vale per tutti, la lingua dei segni in Olanda ha sette dialetti. Il compito, dunque, per la scuola non è affatto semplice. Non lo è, naturalmente, neppure per i docenti. In Italia, per la verità, la questione pare di maggior e di più facile soluzione.

Classificazione della sordità

La sordità è classificata a livello internazionale a seconda dell’entità della privazione uditiva in 4 gradi, le cui soglie sono espresse in decibel (dB), eccole nello specifico:

  • Sordità lieve: tra i 20 e i 40 decibel (in questo caso specifico la voce bisbigliata non viene percepita)
  • Sordità moderata: tra i 40 e i 70 decibel (nello specifico non viene udita perfettamente la voce di un abituale livello di conversazione; ci sono, altresì, difficoltà a distinguere le parole)
  • Sordità grave: tra i 70 e i 90 decibel (nel caso di specie si avvertono soltanto i suoni delle parole)
  • Sordità profonda: uguale o superiore a 90 decibel (non sono assolutamente udite le parole).

Le ipoacusie

Abbiamo ‘ipoacusie’ diverse a seconda della loro localizzazione. Esse, dunque, si dividono in:

  • Ipoacusie di trasmissione: colpiscono l’apparato ella trasmissione dei suoni. Tale ipoacusia riguarda la parte più esterna dell’orecchio, ovvero, nello specifico il condotto uditivo, la membrana e, addirittura, gli ossicini del timpano. Solitamente sono causate da irregolarità, lesioni o processi flogistici.
  • Ipoacusie neurosensoriali: colpiscono, invece, il nervo acustico, per cui interessano l’orecchio nella sua parte interna. Sono causate soprattutto dall’esposizione, prolungata nel tempo, a rumori e dal naturale processo di vecchiaia.

Le leggi e le politiche educative e scolastiche hanno un peso considerevole

Esistono diverse convenzioni e regole sull’uso della lingua dei segni nell’educazione dei bambini sordi, tra cui le “Regole standard delle Nazioni Unite sulla parità di opportunità per le persone con disabilità”, la “Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità” e l ‘articolo 16 della “Convenzione giuridicamente vincolante, Protocollo del 2018” alla “Carta africana dei diritti dell’uomo e dei popoli sui diritti delle persone con disabilità in Africa”. Evidentemente sono diversi i Paesi che riconoscono la lingua dei segni per l’istruzione, tra cui l’Etiopia nella sua legge sull’istruzione del 2016 o la Lettonia, la Repubblica di Moldova e la Slovenia. Recentemente anche Giamaica ha introdotto la lingua dei segni nel suo curriculum scolastico nazionale. Il programma di alfabetizzazione per adulti del Sudafrica, Kha Ri Gude, offre lezioni in tutte le 11 lingue locali ufficiali, compresa la lingua dei segni, e ha reclutato 60 insegnanti di lingua dei segni per implementare il programma. In Georgia, sono stati elaborati standard per la lingua dei segni per favorire l’inclusione di studenti con problemi di udito e sono in preparazione standard per studenti con problemi di vista. In Uzbekistan il Ministero dell’educazione prescolare ha sviluppato un ciclo di programmi televisivi e lezioni online, master class ed esperienze per bambini nomadi dai 3 ai 7 anni, tutti accompagnati da interpretazione nella lingua dei segni. Le sistemazioni della procedura di test sono comuni. In Australia, nell’ambito del Programma di partecipazione e partenariati per l’istruzione superiore, il Programma di sostegno alla disabilità dell’istruzione superiore copre i costi per gli interpreti della lingua dei segni, la presa di appunti e l’assistenza agli esami. Gli studenti con gravi difficoltà di comunicazione orale possono sostenere esami scritti anziché orali in Croazia, Georgia, Mongolia, Macedonia del Nord, Repubblica di Moldavia e Federazione Russa.

Il ruolo delle ONG e delle tante associazioni nel mondo e in Italia

Le ONG sono state, ovviamente, le prime a fornire servizi per studenti sordi in gran parte del mondo e, anche oggi, come agli albori, continuano a farlo in molti contesti. Ad esempio, l’Associazione degli uruguaiani sordi ha fondato un istituto di lingua dei segni uruguaiana e ha contribuito a fondare l’Associazione per i genitori e gli amici degli uruguaiani sordi, che sostiene le scuole per i non udenti per aiutare i bambini a partecipare in modo indipendente alla vita sociale ed economica. Come risultato di tali sforzi, molti governi riconoscono le ONG come partner alla pari nel raggiungimento degli obiettivi di educazione inclusiva. In Kenya, lo Studio KSLproject di eKitabu integra sia i video in lingua dei segni keniota che n libri di fiabe digitali per bambini con storie e personaggi rilevanti a livello locale. I libri di fiabe includono glossari in lingua dei segni e proposte che insegnanti e bambini possono usare insieme. Anche gli approcci basati sulle TIC – come sottolinea l’Inclusive Education Initiative (IEI), fondo fiduciario multi-donatori supervisionato dalla Banca mondiale – stanno aprendo le porte ai non udenti. Sistemi di microfoni e ricevitori collegati agli apparecchi segnalati degli studenti sono stati utilizzati nelle università in Scozia (Regno Unito) e Tunisia. Presso l’Università tecnica statale Bauman di Mosca, il principale centro educativo, di ricerca e metodologico per non udenti e ipoudenti offre corsi di laurea e master in informatica e ingegneria utilizzando le TIC.

Sono necessari interventi precoci nel mondo e in Italia

Qualsivoglia sia il criterio per adattare e dare accoglienza ai sistemi formativi per chiunque abbia difficoltà uditive, sono indispensabili azioni precoci e concreti. Se la lingua dei segni non viene ufficializzata nelle scuole tale da risultare inclusiva e non esclusiva per alcune categorie, ne scaturisce, in manera evidente e palese, una privazione linguistica, che fa si che gli studenti diventino vulnerabili agli abusi portando a inevitabili ritardi cognitivi. Nondimeno, anche il riconoscimento non implica l’attuazione. In Zimbabwe, il governo ha riconosciuto la lingua dei segni come lingua ufficiale nella Costituzione del 2013, ma il suo ruolo nell’istruzione non è tuttavia chiaro. La maggior parte dei bambini e dei ragazzi sordi, infatti, non dispone di un ambiente adeguato a impararla a casa. Lo imparano tra di loro, con ogni scuola che sviluppa un sistema separato. Gli insegnanti delle scuole primarie rurali tradizionali non dispongono di dizionari e le classi numerose influiscono sulla loro capacità di porre attenzione ai bisogni degli studenti sordi. Alcuni insegnanti ritengono che la lingua dei segni sia un sistema di comunicazione carente che gli studenti sordi possano apprendere in modo informale e indipendente. Alcuni temono che interferiscano con l’acquisizione della lingua parlata e si trovano in forte disagio con il ruolo degli assistenti didattici. Gli studenti spesso risultano essere insufficienti di supporto. In India, come altrove, alcuni studenti pagano di tasca propria per gli interpreti della lingua dei segni.

La LIS e il caso Italia

In Italia l’introduzione ufficiale della lingua LIS (Identificata anche con l’acronimo LIS, la Lingua Italiana dei Segni è nello specifico un sistema di comunicazione che si fonda sul canale visivo-gestuale per la diffusione dei messaggi) si è concretizzata nel 2020, anno nel quale molti governi del pianeta hanno alla fine determinato di rendere di facile accesso le maggiori informazioni e comunicazioni ai non udenti: i telegiornali, i discorsi ufficiali delle istituzioni di un Paese e, in quel periodo piuttosto complesso per la vita del mondo, anche i bollettini relativi all’evoluzione della pandemia da Covid 19. In Italia la decisione di introdurre gli interpreti della lingua LIS nell’ambito della TV, non solo quella di Stato, dunque, è stata ufficializzata con il DL n. 41 del 22/03/2021. L’articolo 34-ter recita “Misure per il riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana e l’inclusione delle persone con disabilità uditiva”, e, di fatto, ufficialmente e finalmente individua, favorisce e tutela la Lingua dei Segni Italiana (ricordiamo che la LIS, ovvero questa specifica la lingua si fonda su segni delle mani, espressioni del volto, movimenti della bocca e del corpo ed il requisito indispensabile per comunicare in maniera chiara ed efficiente è l’esecuzione precisa di ogni singolo gesto) e la importantissima Lingua dei Segni Italiana Tattile (LIST). Lo stesso articolo riconosce le figure dell’interprete LIS e dell’interprete LIST definendoli come professionisti esperti di traduzione e di interpretazione. Nelle scuole, poi lo analizzeremo successivamente, andrebbe ufficializzata come canale abituale di comunicazione. ciò permetterebbe una maggiore inclusione dei nostri alunni che soffrono di ipoacusie.

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