La lezione diventa interattiva, in aula arriva il telecomando

di Lalla
ipsef

Ufficio Stampa Università Bicocca – All’Università di Milano-Bicocca sono partite le lezioni con lo student response system: il docente in tempo reale può verificare l’assimilazione della lezione e la
preparazione della classe. La sperimentazione riguarda alcuni corsi di laurea delle Facoltà di Scienze e di Medicina. Un aiuto alla didattica per intervenire meglio sulle lacune dei singoli studenti.

Ufficio Stampa Università Bicocca – All’Università di Milano-Bicocca sono partite le lezioni con lo student response system: il docente in tempo reale può verificare l’assimilazione della lezione e la
preparazione della classe. La sperimentazione riguarda alcuni corsi di laurea delle Facoltà di Scienze e di Medicina. Un aiuto alla didattica per intervenire meglio sulle lacune dei singoli studenti.

Il telecomando arriva nelle aule dell’Università di Milano-Bicocca. Si tratta di un keypad molto speciale che contribuisce a migliorare la qualità dell’interazione docenti-studenti. Il professore fa una domanda a risposta multipla, gli studenti scelgono quella che ritengono corretta schiacciando il tasto del telecomando abbinato a ciascuna risposta e il software le elabora in forma di grafico, con le percentuali ottenute da ciascuna delle soluzioni.
Attualmente la sperimentazione è partita nei corsi di Ecologia, della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, e di Patologia generale e Immunologia, della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Lo scopo dello student response system, questo il nome del sistema, è quello di rendere più dinamica e interattiva la tradizionale lezione frontale. A ciascuno studente, o a gruppi di studenti, vengono distribuiti dei telecomandi che possono essere appositamente codificati. In questo modo, quando gli studenti rispondo alle domande poste dal professore pigiando sul telecomando, quest’ultimo può vedere immediatamente quanti hanno risposto in modo corretto ma può anche visualizzare informazioni più approfondite sulla qualità delle risposte. Ad esempio quali sono le percentuali di correttezza ed errore per genere, per percorso formativo (per quanto riguarda le matricole), per fascia d’età. L’uso di questo sistema, basato sui telecomandi, modifica in modo significativo la classica struttura one-way della lezione frontale, trasformandola in una lezione realmente bidirezionale: è infatti possibile conoscere immediatamente il grado di preparazione degli studenti e colmare eventuali lacune.

Spesso, infatti, alla domanda che il professore lancia durante la lezione per verificare se tutti hanno compreso, sono solo alcuni a rispondere, magari correttamente. E questo può portare il docente a credere che il livello di apprendimento sia uniforme. Salvo sorprese in sede di esame.

Il sistema interattivo ha ottenuto un buon successo anche all’estero, al punto che negli Stati Uniti, alcune università, già da tempo, lo distribuiscono alle matricole insieme al tesserino universitario.

«Il compito di un professore – dice Maria Luisa Lavitrano, docente di Patologia generale e immunologia – è quello di tenere alto e vivo l’interesse degli studenti durante tutta la lezione. Tuttavia sappiamo che l’attenzione cala molto rapidamente, quindi un buon docente, in una certa misura, deve essere anche un bravo attore di teatro perché gli studenti sono un pubblico esigente. L’obiettivo di una lezione è
quello di trasmettere nel modo più efficace possibile contenuti significativi, quindi, tutti gli strumenti che contribuiscono a rendere l’interazione con gli studenti più fluida, sono molto utili».

«Durante le ore di lezione – spiega Paolo Galli, docente di Ecologia presso l’Università di Milano-Bicocca – mi capita spesso di porre delle domande agli studenti e di assumere che se uno studente o alcuni studenti hanno risposto ne consegue che tutta la classe ha risposto in modo corretto. Non abbiamo nessuna informazione su quello che realmente la classe conosce. Non sappiamo mai quello che
gli studenti timidi sanno, per alcuni può essere veramente difficile rispondere davanti a tutta la classe. Questo strumento permette di avere un’idea dettagliata di quello che tutta la classe conosce. Quando sono venuto a conoscenza di questo strumento, ho subito deciso di testarlo con i miei studenti. Ovviamente da solo non basta per garantire una buona lezione. Insegnare è un’arte fatta di linguaggi
verbali e non verbali, di messa in gioco di se stesso da parte del docente che deve essere in grado di coinvolgere il maggior numero di studenti possibili».

Cosa ne pensano gli studenti

«Seguire le lezioni utilizzando il telecomando – afferma Stefano, studente di Scienze Biologiche – È più interessante perché mantiene viva l’attenzione: non subiamo passivamente quello che il professore dice, ma siamo noi ad intervenire e a interagire, con la possibilità di approfondire gli argomenti appena spiegati. Inoltre, con questo metodo, puoi anche confrontarti con i tuoi compagni e capire se
hanno i tuoi stessi dubbi».

«I telecomandi rendono interattiva la lezione e noi riusciamo a capire più facilmente gli argomenti spiegati, testando, allo stesso tempo, il nostro livello di preparazione», sottolinea Noemi, studentessa della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali.

«Arriviamo anche più preparati all’esame – sostiene Viviana, iscritta al secondo anno di Scienze Biologiche – Quando il professore si accorge che c’è un’alta percentuale di risposte sbagliate, ritorna sull’argomento e lo spiega in modo più semplice».

«Questo metodo, essendo anonimo, permette, tra le altre cose, di superare la timidezza che si ha in questi casi. Tutti, infatti, si sentono liberi di esprimere il proprio parere senza essere condizionati dalla eventuale risposta sbagliata», dice Matteo che segue il corso di Ecologia tenuto dal Professor Galli.

«Con l’uso del telecomando – afferma Marta, iscritta al corso di laurea in Scienze Biologiche – Hai meno paura di dare la tua risposta davanti a tutta la classe e così ti metti in gioco, verifichi se hai capito quanto è stato appena spiegato. Diversamente, molti, col timore di dare la risposta sbagliata, non alzerebbero mai la mano durante una verifica del docente e difficilmente interagirebbero nel corso della lezione».

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