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La lettura quotidiana ad alta voce al nido sviluppa il linguaggio del 15%. Lo studio

“Leggere: forte! Ad alta voce fa crescere l’intelligenza” e sviluppa il linguaggio del 15%: questi i dati emersi dal monitoraggio della prima fase del progetto realizzato dalla Regione Toscana in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia, il Cepell, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, l’Indire e con la collaborazione di LaAV.

I primi dati parlano di un’esplosione del linguaggio

Federico Batini, direttore scientifico del progetto relativamente ai primi dati ha dichiarato che: “I risultati parlano chiaramente di un’esplosione del linguaggio. L’incremento del 15%, individuato attraverso uno strumento raffinato come le scale Bayley e confermato attraverso il test TPL, nonché dai dati qualitativi, rende evidente come, in una fascia anagrafica come quella 0/3, in cui, comunque, il linguaggio non può che progredire, l’esposizione sistematica e intensiva alla lettura faciliti l’acquisizione di una serie di elementi legati al linguaggio fondamentali per le fasi di sviluppo successivo e decisive per lo sviluppo delle abilità di emergent literacy, ovvero tutte quelle abilità preliminari e fondamentali rispetto allo sviluppo di vere e proprie competenze alfabetiche. La ricchezza lessicale, la capacità di comprensione del testo, la capacità di articolare frasi adeguate e coerenti con contesto e situazione sono abilità di altissimo livello rispetto alla fascia di età presa in considerazione. Si possono, pertanto, già ipotizzare conseguenze positive, per i bambini compresi nella sperimentazione, per il loro futuro inserimento scolastico. L’incremento medio così rilevante del tempo di attenzione dei bambini conferma questa lettura (l’attenzione è, ovviamente, relata alla comprensione e al coinvolgimento nelle storie lette). I dati quantitativi parlano, inoltre, di un incremento relativo alle aree cognitiva e motoria confermando gli eccezionali effetti della lettura ad alta voce. I dati qualitativi confermano la maggior attivazione cognitiva, l’incremento dei tempi di attenzione, l’aumento dell’interesse dei bambini per le storie e un potenziamento mnestico. Visti i risultati la domanda da farsi è, infatti, perché non leggere ad alta voce ogni giorno?”

L’obiettivo di “Leggere: forte!” è di far diventare la lettura ad alta voce una pratica educativo- didattica, usuale e quotidiana, indipendentemente dall’età dei beneficiari, in tutto il sistema d’istruzione toscano, quale strumento per il futuro successo scolastico e lo sviluppo personale dei bambini e ragazzi.

Il progetto

Durante i primi anni di vita, 0-3 anni, fascia d’età oggetto della ricerca, lo sviluppo del bambino è in continua crescita. Gli effetti normali dello sviluppo possono essere modificati (migliorati o velocizzati) da stimoli esterni che influiscono sulla qualità e sulla modalità della crescita.

Il campione della ricerca

Il campione è costituito da 80 sezioni di nido sperimentali diffuse in tutto il territorio regionale Toscano e ha coinvolto circa 1600 bambini. Per alcuni test neuropsicologici la numerosità è variata rispetto all’inizio a causa del lockdown, comunque sufficiente per la significatività statica. Selezionate le classi di nidi campione, sono state suddivise in gruppo sperimentale, dove si è praticata la lettura ad alta voce intensiva seguendo le linee guida di Leggere: forte! e gruppo di controllo dove sono proseguite le attività educative regolarmente.

Somministrazione e valutazione test ex-ante e ex-post

Valutazione ex ante

È stata fatta una somministrazione di test iniziale, prima del training di lettura ad alta voce.

In seguito:

– gli educatori del GS (gruppo sperimentale) hanno applicato il training di lettura ad alta voce, leggendo per 40/50 giorni consecutivi in modo intensivo, con affiancamento e monitoraggio delle attività da parte dei ricercatori e dei volontari LaAV.

– gli educatori del GC (gruppo di controllo), invece, hanno proseguito le normali attività educative senza dare eccessivo spazio alla lettura ad alta voce. I bambini del gruppo di controllo hanno iniziato il training soltanto dopo la somministrazione ex-post dei test, ovvero dopo la conclusione
della ricerca.)

Valutazione ex post

Sono stati somministrati ai due gruppi gli stessi test. Il confronto tra gli esiti dei due gruppi ha fornito informazioni sugli effetti dell’esposizione alla lettura ad alta voce.

Il training di lettura

Il training di lettura ha previsto:

Tempo di lettura: dalla capacità di attenzione dei bambini fino a un’ora al giorno

Contenuti: testi diversificati in base alle fasce d’età, negoziati con educatori/insegnanti e/o proposti direttamente da loro nell’ambito dell’attività educativa o didattica

Lunghezza delle storie: da storie brevi a testi più lunghi. In particolare, per quanto riguarda i nidi, si è iniziato da testi senza parole per giungere, gradualmente, ai «quadrotti» (con l’utilizzo di testi classici come «Pimpa», «Giulio coniglio») e poi agli albi illustrati

Strumenti di rilevazione

Diari di bordo

Report giornalieri compilati dalle educatrici.

TPL

È un metodo diretto di valutazione dello sviluppo linguistico il cui scopo è fornire una descrizione delle principali abilità linguistiche che emergono nei primi anni di vita.

Il test è costituito da 3 scale, ognuna articolata in una serie di prove di comprensione e una serie di prove di produzione linguistica, che riguardano i 3 aspetti più importanti del linguaggio: pragmatica, semantica e prima sintassi.

Scale di sviluppo Bayley III (scala linguaggio)

Batteria a somministrazione individuale per bambini da 16 giorni a 3 anni e mezzo di età. Valuta lo sviluppo complessivo del bambino indagando 5 aree: cognitiva, del linguaggio, motoria, socio-emozionale, del comportamento adattivo.

Risultati

Dalla lettura dei diari di bordo, utilizzati per monitorare il training e rilevare criticità, sono state estrapolate le categorie ex-post osservate, verificate e confermate dai dati quantitativi emersi dall’elaborazione dei test TPL e BAYLEY.

Categorie ex-post (sulla base della frequenza dei commenti riscontrati all’interno dei resoconti):

  • Linguaggio
  • Manifestazioni di interesse
  • Stato emotivo dell’educatrice
  • Approccio pratico all’attività di lettura
  • Effetti cognitivi
  • Elementi di disturbo
  • Interiorizzazione della routine

L’analisi dei diari

Dall’analisi dei diari, emerge in maniera significativa un aumento dello sviluppo e della produzione del linguaggio. I bambini, anche quelli che non hanno ancora sviluppato un linguaggio verbale, provano a comunicare, con gesti o espressioni del viso, la loro volontà di proseguire o iniziare l’attività di lettura. La produzione verbale è frequente per la richiesta di lettura in generale o per libri specifici, quelli preferiti.

L’interesse verso la lettura

I bambini manifestano frequentemente interesse verso l’attività di lettura, mostrando particolare entusiasmo e partecipazione nello scegliere loro stessi i libri per il gruppo. Sviluppo di un’abitudine a prendere autonomamente i libri e sfogliarli, individualmente.

Durante il training intensivo è stato rilevato lo stato emotivo degli educatori/educatrici utilizzando le sottocategorie agio/disagio: le evidenze che denotano agio sono nettamente superiori a quelle di disagio. Gli educatori hanno provato piacevolezza nella pratica di lettura e soddisfazione per gli evidenti risultati apportati dall’attività. I motivi del disagio sono legato soprattutto alla difficoltà di proseguire quando scende il livello di attenzione, alla gestione di gruppi numerosi di bambini e al raggiungimento del tempo prestabilito di 60 minuti, vissuto talvolta come una forzatura.

Gli effetti cognitivi

Tra gli effetti cognitivi è stato riscontrato un livello alto di attenzione, incrementato con il passare dei giorni e l’aumento dei tempi medi di lettura in 50 giorni, da 22 a 59 minuti, percepito dall’osservazione del livello di partecipazione e interazione dei bambini durante la lettura (indicano figure, ripetono frasi, anticipano le sequenze della storia, fanno commenti e domande sui personaggi). Un altro effetto cognitivo riscontrato con frequenza significativa è la capacità mnestica (memoria), con comportamenti come anticipazioni della storia, ripetizioni di parole o riferimenti specifici al racconto non solo durante l’attività di lettura.

L’analisi del TPL

L’analisi del test TPL mostra chiaramente un aumento statisticamente significativo del gruppo sperimentale rispetto a quello di controllo per quel che riguarda le dimensioni di PRODUZIONE e COMPRENSIONE del linguaggio. I dati rinforzano quelli che sono i risultati emersi dai diari di bordo, soprattutto per quel che riguarda l’attenzione (elemento fondamentale per la comprensione e la produzione del linguaggio), la partecipazione e disposizione all’ascolto e l’interazione durante la lettura delle storie che, come emerge, è incrementata durante il corso del training.

Le scale di Bayley

Come per il test TPL anche le scale Bayley mostrano un incremento statisticamente significativo dello sviluppo del linguaggio del gruppo sperimentale del 15% in più rispetto al gruppo di controllo. Tuttavia un trend di incremento è visibile per tutte le scale (scala cognitiva, scala motoria, scala del linguaggio). Ma la scala con la maggior forza statistica è quella del linguaggio, sia per la comunicazione recettiva (comprensione del linguaggio) che per quella espressiva (produzione del linguaggio).

Conclusione

In conclusione, l’esposizione quotidiana intensiva alla lettura ad alta voce dei bambini della fascia 0-3 incrementa, velocizzandolo, lo sviluppo del linguaggio, nella comprensione e nella produzione, aumenta il livello di attenzione, migliora la capacità mnestica (memoria) e sviluppa un interesse verso i libri e la lettura.

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