La lettrice si schiera a favore di Tamaro: “Ho studiato Verga in quinta ginnasio e i Malavoglia non mi sognerei mai di rileggerli, una vera e propria imposizione che ho odiato”

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Farà discutere la lettera inviata all’Unione Sarda, giornale locale, da parte di una lettrice che ha voluto esprimere la sua personale opinione sulla controversa questione legata allo studio di “I Malavoglia” di Giovanni Verga a scuola. Una questione che ha trovato un importante alleato nella figura della scrittrice Susanna Tamaro.

La lettrice, 71 anni, ha scritto per dire la sua sulla controversa questione. La donna ha espresso le sue parole in modo esplicito e diretto, esponendo un ricordo che l’ha segnata profondamente durante il suo percorso di studi al Liceo Umberto di Napoli.

Ricorda vividamente “l’imposizione dello studio dei Malavoglia in quinta ginnasio”, come una vera e propria “punizione”. Parole che rievocano l’eco di quanto detto recentemente da Tamaro, riscontrando una perfetta sintonia tra le due donne.

“I Malavoglia”, dice, “li ho odiati”. Le sue parole risuonano con un tono di risolutezza e determinazione. “Non mi sognerei mai di rileggerli”, continua, ricordando la voce della sua insegnante che non ha mai sollecitato un parere personale o proposto un’alternativa.

Questa mancanza di un dialogo aperto e costruttivo tra insegnante e studenti è uno degli aspetti che la donna ha criticato più duramente. Rivolgendosi all’Unione, si è schierata apertamente con Susanna Tamaro.

“Sto con Susanna Tamaro”, dichiara con convinzione, rinforzando il suo messaggio con un cordiale saluto. Le sue parole sottolineano il bisogno di un dialogo aperto e di un approccio didattico più flessibile e personalizzato nell’ambito dell’educazione letteraria.

La questione resta aperta, con l’auspicio che il contributo della lettrice, unito a quello di tante altre voci, possa portare a una riflessione più profonda sull’argomento.

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