La Lega Emilia Romagna: “Non punire più gli studenti che arrivano tardi a scuola”

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La Lega in Emilia-Romagna chiede di non ‘punire’ più gli studenti che arrivano tardi a scuola. In qualche istituto, infatti quelli che frequentano le superiori vengono lasciati fuori fino alla fine della prima ora se si presentano in ritardo.

Una regola che secondo il Carroccio non ha senso in epoca di pandemia e di mezzi pubblici a rischio sovraffollamento.

La Regione, recita una interrogazione con abbinata risoluzione presentata dal Carroccio, “intervenga sulle scuole affinché gli studenti che arrivano in ritardo non perdano la prima ora di lezione, ma possano entrare in aula in qualsiasi momento, in modo da non essere penalizzati dai ritardi del trasporto pubblico, specie per chi viene dalla montagna”.

Da tempo, afferma consigliere del Carroccio Michele Facci insieme ai colleghi leghisti, negli istituti scolastici “vige la regola secondo la quale, in caso di ritardo rispetto all’orario di ingresso, gli studenti sono costretti ad attendere l’inizio della seconda ora per poter essere ammessi alle lezioni; tale problematica è stata comunque affrontata in maniera differente a seconda dei vari territori e istituti”.

Per la Lega è “oltremodo ingiusto, ed eccessivamente penalizzante, che il ritardo degli studenti pendolari dovuto a causa di forza maggiore, quale appunto il disservizio e il ritardo dei mezzi di trasporto pubblico, costringa gli stessi a dover attendere la seconda ora per poter accedere alle lezioni”. 

La Lega chiede un impegno alla giunta Bonaccini “affinché, d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale, vengano previste specifiche disposizioni per permettere agli studenti pendolari, in ritardo a causa di disservizi documentabili del trasporto pubblico locale, di accedere immediatamente alle lezioni presso la propria scuola o istituto”. 

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