“La laurea che non vale”, la protesta dei laureati in Scienze della formazione primaria

di redazione
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Si fanno sentire in molti Atenei d’Italia in questi giorni le proteste dei laureandi/laureati in Scienze della formazione primaria, corso di laurea ormai quinquennale che garantisce l’abilitazione all’insegnamento, ma non al ruolo.

Per essere assunti a tempo indeterminato nelle scuole di infanzia e primaria si dovrà partecipare al concorso, e al momento non c’è alcuna programmazione da parte del Governo.

Così potrebbe non essere invece per i diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 che, in virtù del valore abilitante del titolo, riconosciuto con DPR del 25 marzo 2013, chiedono l’inserimento nelle Graduatorie ad esaurimento, dalle quali si attinge annualmente per il 50% delle assunzioni a tempo indeterminato. E sulla questione sarà chiamata a decidere in via definitiva l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato il prossimo 15 novembre.

In caso di esito positivo, potrebbe verificarsi la situazione per chi l’insegnante in possesso del diploma entra a far parte della graduatoria utilizzata per il ruolo, e l’insegnante con laurea rimane nella II fascia delle graduatorie di istituto, utilizzabile esclusivamente per le supplenze.

#scemochisilaurea è la campagna lanciata dai laureati in Scienze della formazione primaria #scemochisilaurea, la campagna lanciata dai laureati in Scienze della Formazione Primaria , sostenuti anche da alcuni Professori universitari, preoccupati per la preparazione professionale nonchè dell’età matura dei ricorrenti. Diplomati magistrale in GaE, docenti universitari preoccupati per la preparazione e l’età matura dei ricorrenti. Decisione il 15 novembre

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