La graduatoria da green pass, che triste inizio di anno scolastico. Lettera.

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Inviato da Stefania Ferrari – Quale triste inizio di anno scolastico! Nel tempo pre-Covid i docenti giungevano a scuola il primo di settembre e, accalcandosi nell’atrio, recuperavano la socialità assopitasi durante la pausa estiva tra sorrisi, bacetti, qualche abbraccio e domande di rito quali: “Come stai? Trascorse bene le ferie?” Al cordiale ritrovarsi si univano anche i collaboratori e il personale di segreteria perché parte della stessa famiglia lavorativa.

Adesso si accede a scaglioni e, quasi senza neppure l’accoglienza di un saluto, echeggia la richiesta epocale: il green pass.

Da lì ha inizio la costituzione ufficiosa di una graduatoria di merito: ai primi posti, con i punteggi più alti, i docenti diligenti, che hanno già assunto la seconda dose del vaccino e che ricevono quale segno di lode la spunta manuale accanto al proprio nome nell’elenco stampato; in posizione mediana, con un risultato sufficiente, i docenti insicuri, che hanno ricevuto solo la prima dose del vaccino e la cui carta verde presenta quindi una scadenza più o meno prossima; in fondo, con una valutazione mediocre, compaiono i docenti riluttanti, che mostrano un green pass rilasciato a seguito di tampone nasale.

Ebbene sì, quest’ultimo è il mio caso, non essendo ancora disponibile il green pass derivante dalla recente somministrazione della prima dose.

Il lettore digitale del documento aveva già offerto il suo assenso generando la spunta verde ma, appena proferita la mia situazione, gli sguardi interrogativi dei presenti mi hanno imprigionato, mentre l’addetto ha afferrato il foglio con due sole dita, quasi fosse fonte di contagio certo, ed è corso a chiedere conferma al DS della sua validità e della possibilità di accettarlo.

Che sensazione umiliante oltre che deludente! Non oso pensare quale disprezzo toccherà a chi ha deciso di perseverare nel rifiuto del vaccino, invece che rassegnarsi ad esso come ho fatto io, pur di evitare costi e stress da prenotazione tampone ogni due giorni.

Anche in un ambiente come la scuola, che dovrebbe essere aperto a quella libertà di pensiero critico insegnata agli studenti, o si fa parte del gregge o si è additati come esseri quasi indegni di rispetto. E non affermo ciò soltanto in relazione a quanto vissuto il giorno del rientro e sopra esposto. La modalità di svolgimento delle riunioni iniziali, ossia se on line o in presenza, non viene comunicata con l’anticipo necessario a far sì che i non vaccinati possano prenotare un tampone in una farmacia che proponga un prezzo calmierato e che per questo è tanto gremita di appuntamenti da non riuscire a offrire il servizio nell’immediato.

Come si dice? Chi “ben” comincia, è alla metà dell’opera…

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