La geografia nel nuovo millennio

di Lalla
ipsef

Andrea Curti – Il Convegno “La geografia nel nuovo millennio” si svolgerà venerdì 16 dicembre alle ore 9.30 presso la Sapienza Università di Roma, Facoltà di Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche e Studi Orientali, Dipartimento di Scienze documentarie, linguistico-filologiche e geografiche, Aula Grande di Geografia (Piazzale Aldo Moro, 5).

Andrea Curti – Il Convegno “La geografia nel nuovo millennio” si svolgerà venerdì 16 dicembre alle ore 9.30 presso la Sapienza Università di Roma, Facoltà di Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche e Studi Orientali, Dipartimento di Scienze documentarie, linguistico-filologiche e geografiche, Aula Grande di Geografia (Piazzale Aldo Moro, 5).

L’evento sarà realizzato grazie al contributo della Sapienza – Università di Roma nell’ambito dei Finanziamenti per le iniziative culturali e sociali degli studenti ed è partito per iniziativa di un gruppo di studenti di geografia della Sapienza – Università di Roma, in collaborazione con l’AGAT (Associazione Geografica per l’Ambiente e il Territorio) e l’AIIG (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia).

Il convegno analizzerà i cambiamenti della realtà geografica nazionale in ambito universitario e professionale ed approfondirà il ruolo del geografo nel terzo millennio. L’obiettivo prefissato è quello di sensibilizzare l’opinione dei presenti attraverso un dibattito scientifico, al quale parteciperanno personalità di rilievo in ambito geografico (legate al mondo accademico e inserite nell’ambiente professionale), che cercheranno di orientare gli studenti nel complesso mondo post-universitario, analizzando le tendenze e le evoluzioni della geografia anche al di fuori del territorio nazionale (il programma completo e ulteriori notizie sulla giornata si possono trovare sul sito www.agatweb.it).

Durante la giornata di lavori saranno presentati due progetti attinenti ai temi trattati: l’OPG – Osservatorio delle Professioni Geografiche e il Progetto Earth S.O.S. trough Eco-creativity nell’ambito del programma LLP Grundtvig finanziato dall’Unione Europea.

Inoltre, avrà luogo la premiazione della prima edizione del “Premio tesi di laurea in geografia AGAT”. Il concorso intende premiare la migliore tesi di laurea triennale, specialistica e/o master a carattere geografico presentata negli ultimi cinque anni in tutti gli Atenei italiani (le riprese dell’evento saranno disponibili in Full HD su youtube, facebook e siti web geografici a partire dal 23 dicembre 2011).

Il progetto parte dalla constatazione che, nel corso degli ultimi decenni, abbiamo assistito ad una rivoluzione culturale mondiale della disciplina geografica sia a livello accademico, con l’introduzione di nuovi corsi tendenti ad uno sviluppo pratico delle metodologie didattiche preposte dai vari programmi ministeriali nazionali, sia a livello professionale, con le innovazioni tecnologiche che hanno invaso la nostra società e che sono state utilizzate in ambito lavorativo dai geografi del terzo millennio.

La globalizzazione, i voli low cost, internet, l’e-commerce, il terrorismo internazionale, ecc., sono nuovi concetti assimilati in un contesto che non solo ha cambiato le abitudini e le modalità interpretative degli “working environment”, ma ha creato delle nuove professioni alle quali un geografo può aspirare. In questa corsa all’innovazione didattica e professionale, in questa rivoluzione culturale geografica, l’Italia è decisamente in ritardo. La carenza di strutture adeguate per lo svolgimento di attività pratiche all’interno degli Atenei, la difficoltà a rinnovare gli insegnamenti tradizionali della geografia e la forte incidenza della disoccupazione giovanile nella società contemporanea italiana sono fattori che precludono ogni tentativo di miglioramento e che rimarcano il gap culturale tra l’Italia e i paesi che hanno investito risorse nelle scienze geografiche, assicurandone un utilizzo ottimale. Inoltre, è necessario sottolineare come alcune delle ultime decisioni politiche abbiano suscitato più di una perplessità nell’ambiente accademico geografico e, in generale, in tutta la comunità scientifica nazionale.

Il riferimento va all’ultima riforma scolastica dove la geografia è di fatto scomparsa dagli Istituti Professionali, risulta fortemente penalizzata in quelli Tecnici, e ha subito una drastica riduzione nel primo biennio dei Licei.

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