04 Agosto 2020 - Aggiornato alle 22:17

La fuga dei neopresidi. Lettera

Lettera

Inviata da Annarosa Torretti – Scrivo in merito al fenomeno della cosiddetta fuga dei neopresidi denunciata dai sindacati e dall’ ANP.

Pur comprendendo le osservazioni di alcuni sindacati sulle pesanti responsabilità che ricadono sui dirigenti scolastici e sull’inadeguatezza dei loro stipendi, mi lascia però alquanto perplessa il fatto che le rinunce provengono soprattutto da Dirigenti assunti da poco, i quali sapevano perfettamente, al momento in cui hanno partecipato al concorso, a quali situazioni sia logistiche sia economiche potevano andare incontro nel caso che fossero risultati vincitori.

Certamente non si può entrare nel merito delle singole rinunce, perché ognuno può aver avuto i propri validissimi motivi per un ripensamento, che fra l’altro è ammesso e comprensibile; però, se si dà credito alle motivazioni riportate dalle notizie e dichiarate dai sindacati, appare evidente, a questo punto, che i criteri di selezione osservati nel concorso del 2017 non solo non hanno presentato elementi incontestabili di oggettività, di imparzialità e di trasparenza, come dimostrano l’annullamento del TAR e la recente sentenza che impone all’ente CINECA di mostrare ai ricorrenti che ne abbiano fatto richiesta il codice sorgente delle loro prove informatiche, ma sono stati inadeguati anche nella tipologia: le prove infatti non hanno valutato alcune competenze, le cosiddette “soft skills”, doti irrinunciabili per chi voglia intraprendere questo lavoro, che sicuramente, e questo è ineccepibile, richiede capacità di adattamento e di resistenza allo stress non comuni, come d’altronde ogni lavoro di grande responsabilità.