La formazione obbligatoria dei docenti nell’atto di indirizzo del Ministro Valeria Fedeli

di Gabriella Scaturro
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Il nuovo Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, in data 23 dicembre 2016, ha pubblicato l’Atto di indirizzo concernente l’individuazione delle priorità politiche del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca per l’anno 2017 con il quale ha individuato le priorità politiche, con le relative aree d’intervento, sulla base delle nuove finalità da conseguire.

Le priorità politiche enucleate sono nove:

  1. Miglioramento del sistema scolastico: formazione iniziale/reclutamento, formazione in servizio, autonomia e valutazione
  2. Inclusione scolastica: per un’offerta formativa personalizzata e inclusiva
  3. Potenziamento e miglioramento dell’offerta formativa attraverso l’innovazione didattica in una dimensione internazionale
  4. Attuazione del programma nazionale per la ricerca
  5. Autonomia responsabile delle istituzioni della formazione superiore e della ricerca
  6. Investire sul capitale umano nel settore della formazione superiore in una prospettiva di internazionalizzazione e di semplificazione delle norme
  7. Innovazione digitale
  8. Edilizia scolastica
  9. Prevenzione della corruzione, trasparenza e miglioramento della qualità dei servizi erogati.

Autonomia, potenziamento dell’offerta e degli esiti formativi, miglioramento, valutazione e ricerca sono le coordinate della politica scolastica, in coerenza con il dettato normativo dell’attuale stagione incentrata sulla Legge di riforma della cosiddetta “Buona Scuola” ed anche con l’operato del precedente Ministro, Stefania Giannini. Come si costata, infatti, già dalle prime battute del documento, il Ministro Fedeli ha voluto sottolineare la volontà di “proseguire nel processo di implementazione e completa attuazione della Legge n. 107 del 2015” sostenendo “il processo di consolidamento dell’autonomia scolastica e del sistema nazionale di valutazione”.

Viene evidenziata l’importanza della funzione docente, quale fattore imprescindibile per la qualità dell’istruzione, a partire dal reclutamento, dalla formazione iniziale e di quella in servizio. Viene dato risalto alla “piena attuazione del Piano nazionale di formazione dei docenti e al sistema di formazione per lo sviluppo professionale di tutto il personale della scuola”. Si tratta di obiettivi strategici essenziali. In particolare, la formazione in servizio, definita dalla Legge 107 e dal D.M. n. 797 del 19 ottobre 2016 per il triennio 2016/2019 “obbligatoria, permanente, strutturale”, punta a creare “un ambiente di apprendimento permanente”, un sistema di opportunità di crescita per il singolo, ma anche per l’intera comunità scolastica, capaci di innovare contenuti di insegnamento, metodologie e strategie didattiche finalizzati al potenziamento del successo formativo degli allievi degli istituti di ogni ordine e grado.

Mancano all’intero quadro di interventi le condizioni di esercizio, i rinnovi contrattuali degli operatori del mondo della scuola?

La sindacalista Valeria Fedeli, ora diventata Ministro, non poteva non dare rilievo anche all’esigenza di “valorizzare tutto il personale che lavora nel sistema di istruzione e formazione anche attraverso lo strumento del rinnovo dei contratti nazionali”.

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