La FLCGIL audita in Senato sulla formazione iniziale dei docenti

di redazione
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Dopo il comunicato della FGU, pubblichiamo il resoconto della CGIL relativo all’audizione in Senato sulla formazione iniziale dei docenti

Dopo il comunicato della FGU, pubblichiamo il resoconto della CGIL relativo all’audizione in Senato sulla formazione iniziale dei docenti

Il comunicato

Presso l’Ufficio di presidenza della VII commissione del Senato si stanno svolgendo le audizioni delle organizzazioni sindacali e del mondo associativo in merito allo Schema di Regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti.

La FLC è stata ascoltata oggi e già aveva inviato una memoria scritta.

Nel mese di maggio c’era stata l’audizione presso la Commissione Istruzione della Camera che ha già pubblicato il suo parere.

Oggi, nell’audizione al Senato, la FLC ha fatto notare innanzitutto che queste audizioni giungono quando oramai il provvedimento è in dirittura d’arrivo, dopo un unico momento di confronto con il MIUR avvenuto nel 2009.

Un’interlocuzione più serrata e sistematica avrebbe senz’altro potuto contribuire ad un testo migliore.

Molte sono le nostre critiche.

La prima critica riguarda la parzialità del provvedimento sia perché non aggancia la formazione iniziale al reclutamento, sia perché ignora aspetti importantissimi del sistema di istruzione.

L’istruzione degli adulti, ad esempio, nel testo non viene nemmeno nominata.

L’impianto dello Schema di Regolamento suscita perplessità, preoccupazioni e contrarietà.

Non condividiamo il fatto che si preveda una diversa durata tra i percorsi dedicati alla scuola dell’infanzia e primaria e quelli dedicati alla secondaria di primo e secondo grado.

La schiacciante prevalenza degli aspetti disciplinari su quelli trasversali non aiuta a delineare un profilo alto, completo e unitario della professionalità docente

Il testo non valorizza l’esperienza realizzata dalle SISS, all’interno della quale sarebbe stato possibile rinvenire anche elementi utili da riproporre

Il ruolo delle scuole appare fortemente marginale rispetto a quello dominante dell’università. Per noi questo è particolarmente grave. La formazione iniziale degli insegnanti avrebbe tratto grandi vantaggi da un rapporto tra Scuola e Università più profondo, più cooperativo, più valorizzante della grande e ricca esperienza delle scuole.

I tutor dei tirocinanti secondo il Regolamento dovrebbero essere designati dai dirigenti scolastici. Secondo noi, invece, la scelta dei tutor dovrebbe avvenire in base a criteri validi per tutti. Inoltre, fin da ora, dovrebbe essere detto chiaramente che il lavoro di tutoraggio si aggiunge al lavoro ordinario dei docenti e deve perciò essere riconosciuto anche in termini economici.

L’acquisizione delle competenze digitali e quelle in lingua inglese, previste nel testo del Regolamento, non trovano alcuna esplicita corrispondenza nei piani di studio allegati

La visione delle discipline proposta è lontana dall’approccio per competenze che invece caratterizza gli assi culturali riferiti al conseguimento dell’obbligo di istruzione

Colpisce l’impermeabilità tra Università e sistema AFAM. Non è previsto alcun obbligo di collaborazione nemmeno per l’abilitazione in “Musica”. Anzi tale abilitazione è conseguita nell’Università e nell’AFAM attraverso percorsi radicalmente diversi

Consideriamo positiva invece la conferma di uno specifico percorso aggiuntivo per il conseguimento della specializzazione per attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità

Per quanto riguarda i docenti precari, ancora una volta abbiamo ribadito che deve essere riconosciuto il grande contributo dato alla scuola da queste persone con il loro lavoro. Se ne dovrà tener conto, per esempio, nella determinazione degli accessi ai percorsi di formazione.

Pertanto, la fase transitoria dovrà essere più lunga di quella prevista dal testo proprio per consentire di risolvere positivamente tutte le situazioni pendenti.

La FLC sottolinea che per tutte queste ragioni lo Schema di Regolamento è ben lontano dal dare risposte efficaci alle questioni sul tappeto.

Una domanda fra le tante: a che cosa serve una formazione onerosa e lunga come quella prevista dal Regolamento, se è completamente sganciata dalla possibilità di utilizzarla, se è completamente staccata cioè dal reclutamento?

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